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Relazione
La città di Trento ha una conformazione assai
dispersiva rispetto al numero degli abitanti.Per quanto
riguarda, specificatamente, il tema che ci siamo posti,
rileviamo che la collina est si è sviluppata
notevolmente intorno ai nuclei originari di Martignano,
Cognola, Povo e Villazzano. Il sobborgo di Povo, in
particolare, ha avuto un grosso impulso dall’insediamento
dal polo universitario e dall’IRST. Questo sviluppo
non è stato, però, preceduto da una pianificazione
urbanistica attenta e da una programmazione dei collegamenti,
efficiente ed alternativa ai mezzi privati.
Per non parlare dello sviluppo edilizio, soprattutto
quello degli anni ’60, caratterizzato da una
certa improvvisazione e da interventi di poco pregio
con una viabilità non adeguata all’espansione
degli insediamenti.
La collina di Povo ha assunto una notevole importanza,
sotto il profilo residenziale e dei poli universitari,
costituendo, però, un’isola distaccata
dalla città, raggiungibile sostanzialmente solamente
da due strade, che presentano, nelle ore di punta,
livelli di intasamento insopportabili.
Pur ammettendo che esistono realtà italiane
molto più compromesse, l’importanza che
la città di Trento ha assunto come polo universitario,
richiederebbe interventi, sia in termini di riqualificazione
delle costruzioni esistenti, sia per quanto riguarda
la pianificazione della mobilità, che faccia
passare in secondo ordine l’utilizzo del mezzo
privato a favore di quello pubblico.
Mutuando da altre realtà del nostro Paese,
quali ad esempio la città di Perugia o da altre
realtà internazionali e pensando “in grande”,
si potrebbero individuare nei sistemi di trasporto
pubblico, quali scale mobili, funicolari, mezzi a rotaia,
la soluzione ai problemi che attanagliano sia la città che
la collina, in particolare quella di Povo.
Una soluzione in tal senso, porterebbe ad un minor
inquinamento e ad un maggior grado di vivibilità.
La sfida, quindi, pur essendo difficile ed impegnativa,
può avere il suo inizio di attuazione nella
pronta attivazione della metropolitana di superficie,
con l’utilizzazione della attuale ferrovia della
Valsugana, per essere completata con ulteriori interventi
del tipo sopra descritti.
In conclusione, la città si avvicinerebbe alla
collina e viceversa, formando un sistema integrato
a tutto vantaggio dell’ambiente e di chi vi abita
e vi lavora.
La realizzazione di questa “idea” richiede,
sicuramente, un impegno a livello politico e una rispondenza
dei cittadini, i quali dovrebbero rinunciare al loro
individualismo per premiare forme di convivenza, che
tengano in maggior conto il vivere comune e la salvaguardia
dell’ambiente.
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