Relazione
Sviluppare sulla collina est occasioni
di conoscenza
del territorio e di turismo compatibile
La zona è assente da ogni promozione, la stessa
dizione APT Trento Monte Bondone sottolinea questa “distrazione”.
La collina est è una delle aree cittadine,
da sempre, più popolata e ricca di storia di
autogoverno, (basti pensare agli Statuti del “Monte
della Vacca” (Montevaccino) o di Povo, ai Comuni
presenti sino al 1926),
Esistono dall’Argentario alla Marzola una molteplicità di “emergenze”:
parco minerario del Calisio – cave di Pila -
forra del Fersina – palestre roccia di Celva
e Bindesi – forti – sistemi difensivi guerra
15/18 – roccoli – percorso mountain bike
della Marzola – sentieri SAT – sentieri
e percorsi dell’Azienda Forestale – malghe
- Rifugi - vini – mele - flora – fauna – boschi – alberi
monumentali - ville) che sono state valorizzate da
tante pubblicazioni ma mai promosse unitariamente.
Per ognuna o più di queste presenze potrebbe
essere utile studiare i modi di promozione che potrebbero
dare risposte a fenomeni ad oggi poco o nulla regolamentati
(penso alle mountain bike per le quali si potrebbero,
sfruttando le strade forestali, creare percorsi che
non creino discussioni con gli escursionisti).
Chi frequenta queste zone? Non solo il residente nei
paesi o nella città. Da un’analisi del
libro di passaggio sul sentiero attrezzato “Bertotti” in
Chegul, si può rilevare che circa il 40% dei
passaggi è relativo a persone di fuori provincia
se non di altri stati (tedeschi – spagnoli – dell’est – israeliani!).
E’ auspicabile far conoscere a queste persone
quanto offre la zona?
Può essere utile offrire una visione unitaria
del complesso sistema di opere, forti, trincee memoria
della 1^ Guerra Mondiale?
E’ possibile ipotizzare, con l’accordo
dei proprietari, la visita programmata a qualche villa?
a qualche parco? Un percorso degli alberi monumentali?
E’ azzardato pensare, vicino ai rifugi o alle
malghe, a “I suoni della collina est”,
visto il successo dei “suoni delle Dolomiti?
La zona si presta inoltre alla frequentazione in ogni
stagione, con il sole su Villamontagna e la neve per
le ciaspole in Maranza (se c’è neve!).
Le camminate al chiaro di luna possono essere proposte
anche qui?
Costruire quindi una proposta, un’offerta alternativa
da promuovere, a mio parere, prima per il cittadino
che per il turista.
La riscoperta del proprio territorio, oltre al valore
culturale in sé, rappresenta, a mio parere,
la migliore garanzia per il suo rispetto e la sua salvaguardia.
Parimenti va verificato se la collina est può essere
parte dell’offerta turistica della città.
Un’offerta che si differenzia dal turismo con
infrastrutture “pesanti” quale il Monte
Bondone, che ha nel territorio, nel paesaggio nel “passo
d’uomo” la sua, da verificare, forza.
Una proposta “leggera” che potrebbe favorire
economie di nicchia (penso ai produttori di vino e
di frutta), a strutture ricettive agili (B&B).
Offro queste riflessioni da non esperto ma da cittadino
partecipe delle prospettive del territorio in cui è nato
e vive.
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