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Relazione
L’informazione nelle circoscrizioni di Trento:
l’esperienza di “Tuttapovo”
La necessità di comunicare, di divulgare le
proprie idee ed iniziative, di avere un rapporto diretto
con la popolazione è sempre stato uno dei “crucci” di
ogni realtà associativa che basa principalmente
il proprio lavoro sul volontariato. Tuttapovo è nato
dieci anni fa, proprio per far fronte questa richiesta:
riempire la carenza informativa della stampa locale
(e della pubblica amministrazione) sulla "quotidianità" di
una circoscrizione con oltre 5.000 abitanti, ricca
di storia e abbastanza attiva dal punto di vista sociale,
con un'attività amministrativa (seppur "delegata"),
quasi misconosciuta alla gente comune. Si tratta di
una rivista trimestrale di circa 80 pagine ora completamente
a colori, che viene diffusa in circa 2.500 copie oltre
che sul territorio della circoscrizione di Povo, anche
ai molti “poèri” residenti in Italia
ed all’estero. In aggiunta alla rivista vengono
pubblicati anche supplementi per particolari avvenimenti
che per la loro rilevanza e lunghezza non possono essere
ospitati all’interno del giornale. Il giornale è interamente
finanziato dalle inserzioni pubblicitarie e dal sostegno
dei lettori. Accanto al periodico è stato costituito
anche il "Club Interassociativo Tuttapovo",
una sorta di coordinamento e sintesi tra le varie realtà associative
di Povo che ha come scopo statutario diverse finalità dal
punto di vista culturale, ricreativo e di "assistenza" anche
di tipo burocratico alle esigenze degli associati.
L'ambizione del club, appena verrà dotato di
una sede (forse presso il nuovo Centro anziani di Villa
Cavagna), è quella di essere un punto di riferimento
per chi opera all'interno del sobborgo, fornendo sostegno
e strumentazione per le varie attività. Il Club è anche
diventato una piccola “Casa editrice”,
ricordiamo il libro sul Centanario della Cooperazione
a Povo nel 1999, il volumetto sulla Festa del Rosario
e l’anno scorso, per i dieci anni di fondazione, è stato
dato alle stampe un volume di 448 pagine dal titolo “Quando
Povo era Comune - Storia e cronaca di una comunità dal
1850 al 1926”. Fino alla nascita di “Tuttapovo” gli
strumenti informativi a disposizione delle associazioni
erano sostanzialmente due: la stampa quotidiana locale
e “Trento Notizie”, il bollettino del Comune
di Trento. Strumenti che avevano (ed hanno tutt’ora!)
evidenziato molte lacune; la stampa locale un quasi
inesistente spazio a disposizione dei sobborghi e un’incomprensibile
indisponibilità a veicolare le notizie cosidette “minori” e
la stampa istituzionale una periodicità (uno,
due numeri all’anno!), insostenibile per qualsiasi
esigenza informativa “normale”. Nasce da
qui secondo noi, l’esigenza da parte dell’Ente
pubblico ed in particolare del comune di Trento, di
far fronte alle esigenze provenienti dall’intero
territorio comunale attraverso precise scelte di carattere “politico” che
si possono sintetizzare come segue:
dirottare le risorse stanziate per l’informazione
decentrata, direttamente alle circoscrizioni sul cui
territorio operano autonome iniziative pubblicistiche
in modo da avere a disposizione finanziamenti adeguati
sul territorio;
semplificare le innumerevoli difficoltà burocratiche
nei confronti delle associazioni no-profit per lo svolgimento
delle varie attività. Ad esempio: pagamento
delle sale pubbliche, affissioni, occupazione di suolo
pubblico e concessione poi di contributi finanziari
pubblici, con una “partita di giro” incomprensibile;
privilegiare per quanto riguarda la pubblicità istituzionale
e di società a prevalente capitale pubblico,
le inserzioni su pubblicazioni locali edite nelle varie
circoscrizioni con evidenti vantaggi sia in termini
di risultato pubblicitario, sia come indiretto sostegno
alle iniziative editoriali;
incentivare per quanto possibile, anche con
modifiche ed integrazioni all’attuale regolamento,
un diretto coinvolgimento dei Consigli di Circoscrizione
in iniziative di questo tipo quale momento di informazione
puntuale e diretta dell’attività degli
stessi alla popolazione residente.
Sono solo alcuni degli spunti e delle proposte che
potrebbero contribuire secondo il nostro punto di vista,
ad una maggior conoscenza e sensibilizzazione della
vita sociale, politica ed amministrativa delle singole
zone della città con una benefica ricaduta sul
rapporto cittadino-istituzioni che rappresenta uno
dei cardini fondamentali della nostra democrazia.
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