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Relazione
- Negli anni passati la collina est ha vissuto una
crescita piuttosto disordinata, con delle infrastrutture
spesso inadeguate ad uno sviluppo edilizio a volte
impattante (vedi Via della Villa a Villazzano e il "Poggio",
dove è pericoloso passeggiare, o a Via dei Castori
a Martignano, ma gli esempi potrebbero essere molti).
- A questa crescita disordinata si sta cercando ultimamente
di porre rimedio con approntamento di molti marciapiedi,
miglioramento dell'illuminazione, arredo urbano e recupero
di edifici a scopi sociali e di ritrovo.
- Per procedere in questa direzione è necessario
porre un freno alle costruzioni private, a volte con
prese di posizione che possono sembrare dure ma che
ritengo necessarie, come quella delle minacciate dimissioni
del presidente circoscrizionale di Villazzano in merito
alla paventata lottizzazione del Cernidor.
- Le aree edificabili vanno cercate in altre zone,
in fondovalle, non perchè vi siano zone e cittadini
di serie A e di serie B (salvaguardiamo la collina
e "infognamo" pure i sobborghi nord e sud),
ma perchè la collina mantiene una funzione di
polmone verde, di area di svago per tutta la città (vedi
la classica passeggiata di Gabbiolo e quelle a monte
di Cognola) e deturparla con nuove costruzioni sarebbe
una perdita per tutta la città. Inoltre andrebbe
persa la memoria storica della presenza agricola, sempre
più esigua nel territorio di Trento.
- La partita va giocata nelle aree che si stanno liberando
con la dismissione di fabbriche, capannoni e caserme,
dove si dovrebbe individuare, oltre che ai progetti
altiso-nanti (e molto costosi) delle varie "cittadelle
della scienza", "poli terziari e fieristici" e
simili, delle aree significative per l'edilizia popolare
o agevolata. Ad esempio in una zona ad alta valenza
simbolica come l'ex Michelin, io avrei gradito (visto
che l'idea lanciata da vari sindacalisti fra cui mio
padre, Beppino Mattei, di un luogo della memoria per
il movimento operaio pare un po' snobbata dall'amministrazione)
un quartiere "popolare" del genere "Rote
Wien", per mantenere una presenza significativa
di quella classe lavoratrice che ha affollato per 70
anni l'area dell'ex fabbrica. E in questo senso può esserci
un intervento dell'ente pubblico per calmierare il
costo dei terreni edificabili, ormai insostenibile
nella ns. città.
- Una bella caratteristica dei sobborghi della collina
est, e che va mantenuta e incoraggiata, e' quella di "fare
paese", dove la gente si conosce, si ritrova,
anche grazie ad una volontariato molto radicato, e
mantiene quindi quella dimensione "umana" che
Trento città ha perso ormai quasi del tutto,
ora che anche Via Suffragio, l'ultima via del centro,
ha perso questa dimensione raccolta del quartiere.
Anche qui il ruolo dell'ente pubblico e' quello, non
tanto del finanziamento a pioggia o della promozione,
ma quanto del sostegno delle realtà esistenti,
soprattutto fornendo spazi: centri civici, teatri,
parchi, sale riunioni, palestre.
- Ultimo argomento che ritengo essenziale sono i collegamenti
ed i servizi: il potenziamento della rete di autobus
e' ancora insufficiente e, parallelamente al potenziamento
del mezzo pubblico, vanno prese scelte coraggiose sulla
chiusura di certe aree al traffico (sarà interessante
vedere se la stazione della metropolitana di superficie
in costruzione a Villazzano sarà in grado di
trattenere una parte del traffico privato proveniente
dalla Fricca e diretto verso il centro, alleggerendo
quindi anche il flusso di automobili che si muovono
da Villazzano verso Trento): creando reali alternative
al mezzo privato e costruendo nuove piste ciclabili
(ormai i ciclisti sono sempre più a rischio
investimento) si potrà pretendere dai cittadini
un minore uso dell'automobile, con la chiusura appunto
di altre aree della città, costruzione di parcheggi
non troppo vicini al centro e istituzione di autobus
navetta "obbligatori", non fallimentari come
quello dal parcheggio di Via Monte Baldo. Ricordiamo
inoltre che la viabilità della collina est e'
molto fragile: basta una piccola frana in Via Asiago
per mandare in tilt il traffico mattutino e ricordiamo
che andranno rifatti il viadotto di Gocciadoro ed il
ponte di collegamento fra Via Gocciadoro e Via Asiago.
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