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Relazione
L’Università a
Povo
Senza particolari competenze in proposito, ma solo
in quanto da oltre 20 anni vado quasi ogni giorno a
Povo alla Facoltà di Scienze, vorrei dire due
parole sul rapporto fra l'università e la comunità di
Povo.
L’impressione generale è che, nonostante
l’Università sia presente a Povo da 30
anni (e l’IRST da quasi 20), non si siano create
relazioni significative fra essa e la comunità circostante,
se non nel fatto che molti miei colleghi e studenti
vi risiedono.
Riterrei utile che Comune, Circoscrizione e Università si
incontrassero, non solo per discutere i progetti edilizi
dell’Università o per affrontare i problemi
logistici (ad esempio, l’uso dell’Aula
della Circoscrizione o la difficoltà dei parcheggi),
ma anche per elaborare un progetto comune. Ad esempio,
si potrebbe proporre che la biblioteca universitaria,
oltre a testi specialistici, contenga anche una piccola
sezione con testi scientifici più divulgativi,
arricchendo così l’offerta della biblioteca
comunale; analogamente, gli spazi universitari potrebbero
essere utilizzati, in orari adeguati, anche per organizzare
conferenze o mostre o concerti aperti alla cittadinanza.
Più a lungo termine, alcuni spazi del nuovo
edificio in progetto potrebbero essere studiati per
un utilizzo misto universitario/pubblico: una mensa
che serva anche da ristorante/bar aperto a tutti; un
servizio copisteria (in difficoltà da quando
molti testi sono diffusi in versione elettronica) potrebbe
servire contemporaneamente da cartoleria/libreria.
Contemporaneamente, la Circoscrizione potrebbe incoraggiare
la nascita di attività commerciali private mirate
agli studenti.
Io credo che da un progetto del genere (di cui quelli
esposti sono solo possibili suggerimenti) potrebbe
nascere un arricchimento reciproco: l'Università diventerebbe
concretamente una risorsa per chi abita a Povo, e Povo
creerebbe un ambiente più accogliente per gli
universitari.
Un’ultima osservazione a proposito di ambiente
accogliente. La prima volta che venni a Povo (primi
anni ’80) il parcheggio interno all’Università (molto
più piccolo dell’attuale) era sempre libero,
e c’erano molte stradine fra i campi in cui passeggiare
piacevolmente. Adesso, tutte le stradine sono stato
asfaltate (e allargate), è stato realizzato
un grande parcheggio sotto l’IRST che però è molto
spesso completamente pieno. Credo che sia necessario
fermarsi su questa strada: non lasciare tutto lo spazio
alle auto e trovare dei sentieri su cui passeggiare.
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