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Relazione
E' poco probabile ritenere che, chi lavora, possa
scendere dalle zone della collina in città,
con la bicicletta. L'ho sperimentato: è pericoloso
percorrere in bicicletta Via Venezia, oppure la strada
che collega Villazzano a Piazza Vicenza, o Martignano
alla città, nelle ore di punta, quelle deputate
al trasferimento in auto di quanti lavorano.
Ma è necessario collegare la ciclabile dell'Adige,
una delle più belle d'Europa,con la ciclabile
del Brenta o meglio, la ciclabile dell'Adige con quella
gamma di itinerari che s'affacciano oltre Civezzano
e Pergine.
Sarebbe un impulso a quel turismo che impiega sempre
di più la bicicletta. Già molte città americane
propongono l'abbinata bus più bici, anche con
la collaborazione dei negozi specializzati. Possiamo
immaginare una ciclabile che dal Brennero corre fino
al Lago di Garda e che ha, nella città di Trento,
un incrocio diretto al Lago di Caldonazzo, alla zona
di Piné e, avanti, fino a Venezia.
L'autobus dovrebbe avere un capolinea nella zona di
partenza della funivia per Sardagna, presso il ponte
San Lorenzo, un punto di arrivo a Zell di Cognola oppure
a Oltrecastello di Povo, punto di partenza per gli
appassionati di rampichino diretti in Marzola, o oltre
il Passo del Cimirlo, per chi ha scelto il lago di
Caldonazza e la ciclabile del Brenta come itinerario..Un
servizio autubus più bici ben pubblicizzato,
mirato soprattutto a chi intende praticare il turismo
in bicicletta. Un particolare saluto al Sindaco Alberto
Pacher.
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