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  • a che cosa servono gli “aiuti allo sviluppo”?
  • quanto continuerà ancora la cantilena dell’“insegnare a pescare” (che un tempo veniva contrapposta alle logiche assistenziali) quando abbiamo a che fare con civiltà dai saperi millenari?
  • qual è la cooperazione che investe nella conoscenza prima che nei progetti?
  • perché raramente ci si interroga sull’impatto e sull’autosostenibilità della cooperazione?
  • perché non si antepone il pensare all’agire, la parola al fare?

 

Qualche interrogativo fra i tanti possibili, che richiederebbero un’analisi senza reticenze non solo della cooperazione internazionale ma anche della nostra solidarietà, sempre più affidata all’emergenza e al buon cuore, agli sms e ai gadget, invece che alla fatica dell’approfondire e del costruire relazioni.

Perché è nel mettersi in relazione – più che sul trasferimento di risorse o modelli – che va ripensata la cooperazione internazionale. Una relazione non è fatta di donatori e di beneficiari ma di territori come soggetti viventi in dialogo con la natura, la storia, le culture e i saperi locali.
La cooperazione che ci interessa è in gran parte ancora da definire !!
Siamo alla ricerca di nuove vie che possano costituire una risposta alla crisi, più o meno latente, nella quale si trova l’attuale cooperazione internazionale.

Ci interessa un approccio metodologico e pratico capace di ridistribuire le risorse e le responsabilità tra le comunità coinvolte. Una redistribuzione non solo quantitativa, ma anche qualitativa dal momento che i diversi soggetti della cooperazione fanno parte di essa non solo in quanto attori bensì in quanto strumenti portatori ognuno di una propria specificità e di una propria, particolare capacità di coinvolgimento. La cooperazione quale nuovo approccio che porti in primo piano il ruolo della società civile e delle comunità locali, quali soggetti privilegiati (e non gli attuali Stati e Governi).
Ecco perché la nostra pratica tende a creare relazioni stabili e di lungo periodo, solidali e di reciproco rispetto, che portino nel corso degli anni ad arricchire reciprocamente gli attori di questo percorso, che è innanzitutto di amicizia. Si tratta di agire in termini di reale partenariato, di compartecipazione nella definizione dei progetti e non solo nella conduzione o nel mero finanziamento degli stessi.

 


La nuova cooperazione, di Michele Nardelli

nardelli

Intervento di Michele Nardelli all'Assemblea annuale di Tremembè sui temi della "Nuova Cooperazione Internazionale"

megafono


5 dicembre 2008, Trento, Castello del Buonconsiglio, sala delle Marangonerie

darsi il tempo

In occasione della presentazione del libro

"DARSI IL TEMPO"

di Mauro Cereghini e Michele Nardelli

 

megafono Intervento del Prof. Ugo Morelli, School of Management, Università di Trento

megafono Intervento dell'On. Alì Rashid, segretario della delegazione Palestinese in Italia

megafono Intervento di Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia Autonoma di Trento

megafono Intervento dell'autore Michele Nardelli

megafono Intervento dell'autore Mauro Cereghini

 


 

Le Associazioni dettano gli obiettivi - Trentino 9 ottobre 2008c

Carta di Trento di Fabio Pipinato - 18 aprile 2008

La Nuova Cooperazione di Michele Nardelli - l'Adige 14 marzo 2008

La Nuova Cooperazione - Trentino 14 marzo 2008

Turismo Responsabile e Nuova Cooperazione di Armando Stefani - Trentino 14 marzo 2008

Seminario nazionale “Nuova Cooperazione”

La carta di Trento

Aiuto, gli aiuti! di Roberto Moranduzzo - Vita Trentina 2 marzo 2008

 
 

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