Ti trovi nell'area dedicata alla Formazione


 

 
 
 

 

Visita il sito del nostro partner Unimondo ..

 
 
     
 

Corso Mondialità GIOVANI

 


Edizione 2002

Il Corso di formazione è co-progettato con MLAL Trento e ATAS Onlus.

E' realizzato con il contributo della

Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale

Vengono individuate due sedi (Borgo Valsugana e Cavalese) dove attivare i corsi; complessivamente partecipano trentanove giovani; di seguito l'elenco degli iscritti.


 
ISCRITTI A BORGO VALS.
ISCRITTI A CAVALESE
ALESSANDRA ZOTTA ALESSANDRA DALLAFIOR
ANNA CARNERI ANGELA CROCE
CLAUDIA VALLIN ANNA LARGHER
DANIELA MEZZENA EDITH PALLAVER
DAVIDE FRANCESCHINI ELENA MENGON
ELENA BALLIN ELEONORA MAISTRI
ENRICA AGNOLIN ERICA DAGOSTIN
ERIKA CONCER FABIO DASSALA
FABRIZIO TOMASELLI FRANCESCA BORTOLOTTI
FRANCESCA GESSI GIANCARLO SPERANDIO
FRANCESCO MOSSOLIN LAURA LIRUSSI
GIULIA ZANINI MARIA DAGOSTIN
LAURA BOLOGNANI MASSIMILIANO GABRIELLI
LAURA VALZOLGHER PAOLA MICHELETTI
LIRIA VERONESI PAOLA PEGORETTI
MATTEO MOSSOLIN PAOLO NONES
MIRKO MONTIBELLER SILVIA DECARLI
ROBERTO ZANINI STEFANIA FERRARI
SERENA FAVOT  
VALENTINA BENUZZI  
VERONICA PAOLI  

 


Due momenti del percorso formativo

 

Sono individiduati cinque tutors;
a Cavalese sono De Paola Francesca e Barcatta Monica
A Borgo Valsugana Federica Detassis, Elisa Rodaro e Gabriella Campregher.

 


I VINCITORI DELLE BORSE DI STUDIO IN BRASILE: Elena Mengon, Eleonora Maistri, Giulia Zanini, Mirko Montibeller, Silvia Recarli, Veronica Paoli, Daniela Mezzana, Davide Franceschini Francesca Gessi, Laura Valzolgher, Massimiliano Gabrielli, Erika Concer, Giancarlo Sperandio, Serena Favot


Relazione viaggio in Brasile

Nel corso dei mesi di luglio e agosto 2002 tre gruppi di giovani hanno raggiunto il Brasile a completamento delle iniziative di formazione e sensibilizzazione promosse dalle Associazioni: Tremembè – Onlus di Trento, ATAS Onlus e MLAL Trento con il sostegno della Fondazione Trentina per Volontariato Sociale

Il soggiorno di ogni giovane è durato mediamente 20 giorni: dal 3 al 23 luglio, dal 18 luglio al 8 agosto e dal 02 agosto al 23 agosto. Serena Favot è rimasta invece in brasile circa 40 giorni.

I tre gruppi erano formati rispettivamente da:

· sei persone ( Elena Mengon, Eleonora Maistri, Giulia Zanini, Mirko Montibeller, Silvia Decarli, Veronica Paoli )

· sei persone ( Davide Franceschini, Francesca Gessi, , Laura Valzolgher, Massimiliano Gabrielli, Serena Favot, Daniela Mezzana)

· due persone (Erika Concer, Giancarlo Sperandio)

Tutti i gruppi avevano come tutor di riferimento Chiara Ghetta.

Tutti hanno soggiornato presso la ‘Pousada Tremembè’ a Tremembè, villaggio del municipio di Icapuì che si trova nel nord-est del Brasile nello Stato del Cearà. La Pousada rappresenta un importante punto di riferimento per la nostra associazione essendo la sede dell’Associazione Caiçara- ONG, nostra referente per le iniziative promosse in loco.

L’Associazione Caiçara è risultata pertanto attivamente coinvolta nell’organizzazione del soggiorno dei giovani sia suggerendo incontri e opportunità di confronto con la realtà locale sia fornendo i contatti per muoversi sul territorio e incontrare esperienze significative e che contraddistinguono la storia attuale di questo Paese.

Il primo gruppo ha così avuto l’opportunità di partecipare all’incontro tra i rappresentanti dell’Associazione Tremembè e il gruppo ‘Artecol’ a Redonda presso la scuola che mette a disposizione i locali per le attività di questo gruppo che si occupa prevalentemente di sensibilizzazione e recupero attraverso vari linguaggi espressivi, in particolare il teatro. Nel corso di questo incontro si è analizzato un progetto di cooperazione per la realizzazione di un punto di aggregazione sociale rivolto ai bambini e giovani della città. La presentazione del gruppo locale e delle attività in cui è già impegnato ha consentito di esporre le problematiche socio-ambientali della zona.

Nei giorni seguenti si è potuto partecipare a un incontro organizzato dal Municipio sul tema della democrazia partecipativa rivolto ai rappresentanti dei municipi del litorale. Questo incontro ha dimostrato l’attenzione e l’importanza della definizione di alcune strategie per il coinvolgimento della popolazione locale nel processo di scelta e realizzazione dei progetti dell’amministrazione.

Un altro incontro si è svolto con i giovani della comunità di Tremembè: gli incontri con i giovani sono coordinati da un rappresentante della Caritas di Aracatì che si reca sul posto una volta al mese. Lo scopo di questi incontri è di sollecitare riflessioni e impegno sulle tematiche individuate dagli stessi partecipanti.

Particolarmente interessante è stato l’incontro con la comunità di un ‘asentamento’ del MST (Movimento dei Senza Terra) presso Ocara.

L’incontro ha consentito nell’arco di due giornate di confrontarci con i rappresentanti giovanili di questo movimento che hanno illustrato l’organizzazione delle iniziative evidenziando difficoltà e ambizioni di sviluppo. In questa occasione siamo stati ospitati, in gruppi di due persone, dalle famiglie del posto.

Nella zona è presente un ‘acampamento’ (prima fase dell’occupazione) ed è stato possibile visitare e conoscere alcune persone di questa realtà.

Questa esperienza ha destato particolare attenzione in alcuni giovani del gruppo che autonomamente hanno visitato nuovamente il posto nei giorni seguenti.

Abbiamo, in seguito, trascorso tre giornate presso un Centro Sociale di Fortaleza. Questa esperienza, guidata da Padre Moser, si colloca in una favelas ai margini della città.

Il Centro rappresenta un importante punto di aggregazione, di formazione, di informazione e di sostegno per la comunità locale. Numerose sono le iniziative promosse nel tentativo di raggiungere le fasce e i bisogni più diversi della popolazione: gruppi giovanili di animazione e danza, gruppi di attività per portatori d’handicap, gruppi di formazione per le donne, laboratori vari, mensa….

Attraverso la mediazione di Padre Moser ci è stato consentito di visitare due comunità Indios: il popolo dei Pitaguary e il popolo dei Guanipapo Canidè. Questi due popoli hanno ottenuto il riconoscimento etnico e territoriale e attraverso l’incontro con il caceque (capo) abbiamo ricostruito alcuni aspetti della loro storia più recente.

L’argomento è stato in seguito approfondito da un incontro con un antropologa che in questi ultimi decenni ha seguito la causa degli Indios.

Il gruppo ‘Artecol’, prima della partenza del primo gruppo, ha presentato un suo spettacolo di teatro di strada a Tremembè.

Tre ragazze di questo primo gruppo hanno inoltre seguito e realizzato due progetti che prevedevano il coinvolgimento di bambini e ragazzi per la realizzazione di alcuni murales presso il Centro Sociale Caritas di Pedregal (Aracatì ) e presso la Scuola di Base di Ibiquitaba (Icapuì).

La partecipazione entusiasta e la soddisfazione per le dinamiche suscitate ha pienamente ripagato gli organizzatori e aderenti al progetto.

Sia il secondo che il terzo gruppo hanno, in linea di massima, fruito delle stesse proposte.

Il secondo gruppo ha potuto, in aggiunta, partecipare ad un congresso della Pastorale della Gioventù con giovani brasiliani che provenivano da ogni parte dello stato del Cearà, esperienza fortissima che ha permesso loro di confrontarsi direttamente con diverse centinaia di ragazzi della loro età sui temi della fede politica e religiosa.

p. l’Ass Tremembè Onlus
Chiara Ghetta


Commenti a caldo dell’esperienza brasiliana
Di Laura Valzolgher

Tornati da un viaggio è il momento di bilanci. E’ quindi venuto il momento di trarre alcune conclusioni in merito all’esperienza fatta in Brasile, in un piccolo villaggio di pescatori, a Tremembè nel Nord del Brasile. Questa esperienza è stata resa possibile dall’associazione Tremembè, a seguito di un ciclo di incontri che avevano come temi globalizzazione, sviluppo sostenibile, cooperazione internazionale, turismo responsabile, organizzati in collaborazione con l’associazione stessa e con l’intervento di esperti di ogni settore.
Credo di poter dire che ogni aspettativa elaborata prima della partenza sia stata soddisfatta, sia a livello personale che di gruppo.
Per quanto riguarda gli obiettivi collettivi, relativi e comuni cioè all’intero gruppo, comprendevano;
approfondimento degli argomenti trattati durante il corso anche nel loro risvolto pratico e applicativo. In particolare abbiamo avuto modo di conoscere e seguire lo sviluppo di alcuni progetti locali che ricevevano finanziamenti esterni, nell’ambito dell’artigianato, dell’agricoltura e dell’istruzione.

possibilità di fare noi stessi un’esperienza di turismo responsabile e confrontare l’impatto che questo ha sul territorio rispetto al cosiddetto turismo di massa.

possibilità ,attraverso l’associazione, di essere introdotti e coinvolti in iniziative di interesse locale promosse dalla comunità. Abbiamo partecipato in modo attivo ad incontri della Giunta Municipale, alle riunioni di una associazione locale, a conferenze sull’ambiente, sul problema dei rifiuti e su tematiche di interesse politico religioso e sociale. Il tutto nel rispetto e nell’osservanza del principio della democrazia partecipativa.

Sfruttando i contatti dell’associazione abbiamo avuto la possibilità di conoscere più da vicino alcune realtà a cui difficilmente avremo avuto accesso da soli; ad esempio il soggiorno in un accampamento dell’MST ad Okara, la visita a due comunità Indios nei pressi di Fortaleza, la visita di una cooperativa di artigianato. Per quanto riguarda la sfera individuale quello che quest’esperienza mi ha dato è molto, in particolare ha contribuito ad una grossa crescita e maturazione personale. Ho avuto modo di conoscere una realtà molto diversa dalla mia, di scoprire come scorre la vita in una piccola comunità di pescatori del Nord del Brasile, attraverso il contatto diretto con la gente, i loro racconti, la musica, le feste di paese e da tutti mi sono sentita accolta con calore e grande disponibilità al dialogo.

Ho avuto la possibilità di prendere parte ad un congresso della Pastorale della Gioventù con giovani brasiliani che provenivano da ogni parte del Cearà, esperienza che mi permesso di confrontarmi con tanti ragazzi della mia età per lo più studenti come me e di esplorare la loro dimensione di fede politica e religiosa.

Ho avuto anche la possibilità di lavorare con due bambini del paese, cercando di guidarli nella pittura di un pannello di compensato che è poi stato appeso in Posada per celebrare l’esito positivo di questa collaborazione che è stata difficile ma ha dato grande soddisfazione a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione.

Ho anche avuto la possibilità di seguire il medico del paese nel suo lavoro sia in ambulatorio che nelle visite domiciliari, esperienza che aveva per me un doppio risvolto umano e professionale, in quanto studente di medicina.

Infine abbiamo avuto la possibilità di assaporare una lingua bella come il portoghese, anche grazie al corso intensivo di portoghese fatto prima di partire e organizzato dall’associazione. Il corso si è rivelato utilissimo non solo per averci fornito un lessico basico di sopravvivenza ma anche per averci dato un indispensabile strumento per approfondire la conoscenza dell’immenso patrimonio culturale e naturalistico di uno stato come il Brasile tanto povero ma allo stesso tempo così ricco di risorse.

Un paese, il Brasile, dove differenze, contrasti e contraddizioni sono all’ordine del giorno, dove i poveri (la maggior parte) sono veramente poveri e i ricchi (pochi) sono veramente ricchi. Un paese dove la gente vive con grande semplicità, e fa riscoprire la voglia di abbracciare uno stile di vita più vero e meno impattante. Un paese che ho sempre ritenuto così lontano, ma che ora sento molto vicino.

Commenti a caldo dell’esperienza di viaggio a Tremembé estate 2002 di Serena Favot

Da cosa cominciare… Ringrazio l’Associazione Tremembé per l’opportunità unica e splendida che ho potuto vivere. La realtà che ho conosciuto e in cui mi sono immersa – grazie alla gente del posto - fino a sentirmene parte, ovvero la comunità di Tremembé e Icapuì, l’accoglienza stupenda delle persone che ho incontrato, la loro amicizia, il confronto su temi importanti della cooperazione e della società cearense e locale di Icapuì… sono il ricordo più bello e più forte di un mese e mezzo di permanenza a Tremembé.

L’esperienza più difficile per la situazione in cui vivono le persone è stata quella di Palmeras – Fortaleza, perché lì si tocca il disagio urbano e le possibilità limitate di vita. Padre Chico e i suoi collaboratori, Betty in particolare, hanno fatto delle scelte estreme che si possono solo ammirare e non si fermano all’assistenzialismo missionario, ma lavorano molto nella coscientizzazione politica.

Fondamentale è stato poter conoscere da vicino realtà come MST e l’assentamento dei coquerinos – e la loro diversità, gli uni più radicali, gli altri inseriti in un progetto della Caritas di Aracatì -, il lavoro missionario nella favela di Fortaleza, le attività auto-organizzate della favela, il progetto governativo del circo per bambini/e e ragazzi/e, le associazioni di donne che lavorano la paglia, gli artigiani/e di Tremembé, l’associazione Caiçara, la Pastoral della Juventude a Limoeiro do Norte, la politica locale di Icapuì e vivere l’esperienza della campagna elettorale presidenziale, il ballo del forrò e anche la samba, la pousada e il progetto dell’associazione Tremembé di Trento, imparare il portoghese, vivere la radio locale come mezzo di comunicazione vicino alla gente…

Mi è sembrato molto naturale conoscere molte persone, chiacchierare ed essere salutata da tutti a Icapuì, anche se forse all’inizio mi stupiva, ma adesso al ritorno mi manca la calda socialità brasiliana e la serenità nel fare e vivere le cose. Il ritmo quotidiano del viaggio e della permanenza a Tremembé sono stati tutt’altro che lenti, ma sereni, solari. L’esperienza ha fatto molto bene al mio spirito un po’ stressato e ansioso.

Come mi ricorda Laura, ho avuto momenti alterni in cui pensavo che sarebbe stato bello vivere là, altre volte invece le circostanze mi portavano a pensare alla difficoltà della vita della gente brasiliana e all’impossibilità di condividerla in pieno per me.

Anche durante la malattia dengue ho avuto momenti di sconforto totale in cui ho sentito forte nostalgia dell’Italia, della vita comoda e sicura.

L’esperienza di gruppo è stata un po’ difficoltosa, credo per la sua numerosità – sei persone – e la non coincidenza a volte di desideri e aspettative. Nonostante questi problemi penso il percorso insieme sia stato costruttivo e positivo per tutti. Già nel corso di Borgo avevo legato molto con Laura e in Brasile abbiamo approfondito la nostra amicizia. Laura è la prima amica che ho contattato al mio ritorno! L’esperienza con il primo gruppo è stata positiva, soprattutto con alcune persone che ci hanno aiutati/e a capire nei primi giorni com’erano le cose in Brasile. Il periodo assieme è stato troppo poco… Con il terzo gruppo è stata più semplice l’organizzazione delle giornate e delle gite, ma penso che gli altri due miei compagni di viaggio abbiano avuto poco tempo per riposarsi dallo stress del lavoro accumulato in un anno, e che un po’ più di tempo nella pousada a loro avrebbe giovato.

I giorni passati in Brasile da sola mi hanno permesso di approfondire amicizie ed esperienze, anche in rapporto agli altri turisti italiani presenti in pousada. Mi ha fatto soprattutto piacere perché ho avuto più tempo per stare con Eva, Marcio e Eunissi. Ho avuto la possibilità di parlare un po’ di più anche con P.Lopes… che tuttavia preferisce caratteri allegri… “napoletani”…

Le mie aspettative rispetto al viaggio sono state tutte soddisfatte, tranne quella relativa all’esperienza di

lavoro in un progetto di sviluppo, che credo necessiti di una programmazione ad hoc e di disponibilità di tempi maggiore. Spero di tornare a Tremembé… Serena Favot

Commenti a caldo dell’esperienza di Elena Mengon, studentessa ISA

E' stata un esperienza indimenticabile, significativa o meglio ancora stravolgente

Credo, e non sbaglio ad affermare che ha cambiato il percorso, il sentiero delle mie previsioni future. Mi preme esprimere tutta la mia gratitudine verso coloro che hanno reso realtà il sogno di una bimba che lo desiderava fin dalla sua stessa esistenza. Un grazie in particolare a chi ha dato modo che tutto venisse realizzato nelle migliori condizioni . Solo a distanza di tempo ho compreso quanto questo viaggio sia stato importante per me, abbia creato un segno profondo, incancellabile,che ha cambiato la prospettiva di come vedevo le cose.

Voglio inoltre aggiungere che non mi sono mai sentita così ripagata di quando trascorrevo le giornate in Brasile. Non è facile per me trasmettere le mie sensazioni provate perché sono uniche e vissute in prima persona, non come lettore.

Il motivo principale per cui mi sono recata in Brasile sono state decisamente “le pitture su muro” ma, in realtà c'è stato un coinvolgimento più personale. Mi sono sentita ripagata quando ho avuto la possibilità di insegnare ai bambini ciò che ho imparato negli anni precedenti. Dare a loro l'opportunità di conoscere il magico mondo del disegno e della pittura. Anche se ai bambini risulta molto facile e piacevole. Però è sempre basato sui dei canoni ben precisi che soltanto nell'esperienza e nello studio costante si può inseguire e a volte raggiungere. E' stato appagante vivere quei giorni e vedere la gioia trasmessa in conoscenza non come imposizione ma come gioco. Vorrei concludere dicendo apertamente che solo vivendo queste esperienza individualmente riesci a capire cosa esiste nell' altra parte del mondo.Se mi permettete vorrei aggiungere che ho trovato una accoglienza e una cordialità infinita


Commento a caldo
di Silvia Decarli, studentessa ISA

Quello che mi sembrava strano è pensare che adesso lì la vita continua uguale per un anno intero sotto il sole e il cielo azzurrissimo, palme alte sottili storte, i miei bambini continuano a giocare a pallone, a saltare correre scalzi e a rotolarsi nella sabbia; nella semplice tranquillità delle case vuote con la musica. Per quanta povertà ci possa essere in Brasile a me non è capitato di trovare massacri; ho incontrato delle persone stupende che sono molto più serene dei miei compagni di classe che non vedo mai sorridere, forse sono così belle queste persone proprio grazie a quei posti bellissimi, al mare e al cielo che a guardarli ti dimentichi tutto, dell’orgoglio e ti ricordi di essere una persona semplice come le altre e hai qualcosa da dare e da avere dagli altri. Io mi sono sentita più forte fisicamente e mentalmente, non avevo voglia di parlare e anche adesso che sono tornata sono praticamente guarita dalle mie paranoie. Ho capito di non essere io matta o sbagliata, forse solo inadeguata per il posto dove sono nata, che si sta riempiendo di persone che hanno capito poco di quel che è bello della vita, che si sentono soddisfatti di essere più belli, più raffinati, profumati, ricchi e riescono ad amare per un quinto non sapendo quello che si perdono. Io ho conosciuto un bambino, e in pochi giorni ci siamo voluti un bene vero e ne abbiamo la certezza che non ci dimenticheremo di questa amicizia. L’ultimo giorno brasiliano ho incontrato un bambino sulla spiaggia, gli ho detto ciao e m’ha scoppiato un sorriso, ha battuto una volta le mani e m’ha fatto ciao. Ho ancora tanti ricordi, so che si stanno cancellando piano piano, ma ce ne ho ancora tanti e belli. Ho scoperto che sono stata benissimo grazie alle persone, a quei posti, a quella musica e mi piacerebbe lavorare con i bambini. Silvia


PRESENTAZIONE DEL CORSO

“I giovani incontrano il Sud del Mondo”

promotori: Ass. Tremembè Onlus, MLAL, ATAS Onlus.

destinatari: giovani dai 18 ai 25 anni residenti nei comprensori di Fiemme/Fassa e Bassa Valsugana

periodo: novembre-febbraio 2001/2002

scopo: fornire gli strumenti indispensabili per affrontare criticamente una esperienza interculturale e solidale in un paese del Sud del mondo.

strumenti: corso di formazione e abbattimento parziale dei costi del volo aereo.

durata del corso: 35 ore

metodologia: sarà usata una didattica attiva (giochi di simulazione e di ruolo) che valorizza e mette in moto le risorse dei partecipanti A ciascun verrà chiesto di formulare un progetto, come occasione per la rielaborazione dei contenuti e degli strumenti del corso, in funzione del proprio personale percorso formativo.

Al termine del corso verranno elargite 14 borse di studio di £. 1.000.000 per un soggiorno presso una delle località nelle quali Tremembè e MLAL hanno attivato i progetti di cooperazione, con la possibilità di svolgere attività di collaborazione volontaria all’interno degli stessi.

Le borse di studio saranno elargite secondo due criteri:

la partecipazione attiva al corso

l’elaborato individuale presentato

Le iscrizioni devono avvenire entro venerdì 20 ottobre 2001 c/o l’Associazione Tremembè al n. 0461-824737 (e fax) e/o all’indirizzo tremembe@unimondo.org

Il corso viene attivato con un minimo di 12 e un massimo di 18; possono partecipare come “uditori” 5 adulti.

In caso di richieste maggiori si selezionerà in base al tempo di iscrizione

Struttura del corso

presentazione: contratto formativo 3 ore (conoscenza dei partecipanti, raccolta delle aspettative e definizione degli obiettivi). contenuto:

Globalizzazione e mondialità: 8 ore (globalizzazione dei mercati, imprese transnazionali e mercati finanziari, squilibri ed ingiustizie sul piano della distribuzione di ricchezze e risorse, sviluppo di una coscienza e di una etica della responsabilità e della solidarietà basato sul sentimento di cittadinanza “planetaria”)

Sviluppo e (in)sostenibilità sociale e ambientale 4 ore (sfruttamento intensivo delle risorse naturali e distruzione dell’ecosistema, insostenibilità degli stili di vita e scelta consapevole dei consumi; sviluppo sostenibile.

Turismo responsabile 4 ore (aspetti economici, culturali e ambientali dello sviluppo turistico; il turismo responsabile come nuova frontiera nella cooperazione allo sviluppo)

Cooperazione internazionale 4 ore (modelli di cooperazione a confronto, problematiche culturali della cooperazione)

Interculturalità e immigrazione 8 ore (rapporto con l’alterità, etnocentrismo nella cultura occidentale, migrazioni e interculturalità)

Conclusione: 4 ore presentazione dei progetti elaborati dai partecipanti, sintesi del lavoro e valutazione del percorso; individuazione degli aventi diritto alla borsa di studio.

 
 

Vai alla Home Page Realizzazione a cura di DiSi 2005
Vai a inizio pagina