
Due momenti del percorso formativo

Sono individiduati cinque tutors;
a Cavalese sono De Paola
Francesca e Barcatta Monica
A Borgo Valsugana Federica Detassis,
Elisa Rodaro e Gabriella Campregher.

I VINCITORI DELLE BORSE DI STUDIO IN BRASILE: Elena Mengon,
Eleonora Maistri, Giulia Zanini, Mirko Montibeller, Silvia
Recarli, Veronica Paoli, Daniela Mezzana, Davide Franceschini
Francesca Gessi, Laura Valzolgher, Massimiliano Gabrielli,
Erika Concer, Giancarlo Sperandio, Serena Favot
Relazione viaggio in Brasile
Nel corso dei mesi di luglio e agosto 2002 tre gruppi di
giovani hanno raggiunto il Brasile a completamento delle
iniziative di formazione e sensibilizzazione promosse dalle
Associazioni: Tremembè – Onlus di Trento,
ATAS Onlus e MLAL Trento con il sostegno della Fondazione
Trentina per Volontariato Sociale
Il soggiorno di ogni giovane è durato mediamente
20 giorni: dal 3 al 23 luglio, dal 18 luglio al 8 agosto
e dal 02 agosto al 23 agosto. Serena Favot è rimasta
invece in brasile circa 40 giorni.
I tre gruppi erano formati rispettivamente da:
· sei persone ( Elena Mengon, Eleonora Maistri, Giulia
Zanini, Mirko Montibeller, Silvia Decarli, Veronica Paoli
)
· sei persone ( Davide Franceschini, Francesca Gessi,
, Laura Valzolgher, Massimiliano Gabrielli, Serena Favot,
Daniela Mezzana)
· due persone (Erika Concer, Giancarlo Sperandio)
Tutti i gruppi avevano come tutor di riferimento Chiara
Ghetta.
Tutti hanno soggiornato presso la ‘Pousada Tremembè’ a
Tremembè, villaggio del municipio di Icapuì che
si trova nel nord-est del Brasile nello Stato del Cearà.
La Pousada rappresenta un importante punto di riferimento
per la nostra associazione essendo la sede dell’Associazione
Caiçara- ONG, nostra referente per le iniziative promosse
in loco.
L’Associazione Caiçara è risultata pertanto
attivamente coinvolta nell’organizzazione del soggiorno
dei giovani sia suggerendo incontri e opportunità di
confronto con la realtà locale sia fornendo i contatti
per muoversi sul territorio e incontrare esperienze significative
e che contraddistinguono la storia attuale di questo Paese.
Il primo gruppo ha così avuto l’opportunità di
partecipare all’incontro tra i rappresentanti dell’Associazione
Tremembè e il gruppo ‘Artecol’ a Redonda
presso la scuola che mette a disposizione i locali per le
attività di questo gruppo che si occupa prevalentemente
di sensibilizzazione e recupero attraverso vari linguaggi
espressivi, in particolare il teatro. Nel corso di questo
incontro si è analizzato un progetto di cooperazione
per la realizzazione di un punto di aggregazione sociale
rivolto ai bambini e giovani della città. La presentazione
del gruppo locale e delle attività in cui è già impegnato
ha consentito di esporre le problematiche socio-ambientali
della zona.
Nei giorni seguenti si è potuto partecipare a un
incontro organizzato dal Municipio sul tema della democrazia
partecipativa rivolto ai rappresentanti dei municipi del
litorale. Questo incontro ha dimostrato l’attenzione
e l’importanza della definizione di alcune strategie
per il coinvolgimento della popolazione locale nel processo
di scelta e realizzazione dei progetti dell’amministrazione.
Un altro incontro si è svolto con i giovani della
comunità di Tremembè: gli incontri con i giovani
sono coordinati da un rappresentante della Caritas di Aracatì che
si reca sul posto una volta al mese. Lo scopo di questi incontri è di
sollecitare riflessioni e impegno sulle tematiche individuate
dagli stessi partecipanti.
Particolarmente interessante è stato l’incontro
con la comunità di un ‘asentamento’ del
MST (Movimento dei Senza Terra) presso Ocara.
L’incontro ha consentito nell’arco di due giornate
di confrontarci con i rappresentanti giovanili di questo
movimento che hanno illustrato l’organizzazione delle
iniziative evidenziando difficoltà e ambizioni di
sviluppo. In questa occasione siamo stati ospitati, in gruppi
di due persone, dalle famiglie del posto.
Nella zona è presente un ‘acampamento’ (prima
fase dell’occupazione) ed è stato possibile
visitare e conoscere alcune persone di questa realtà.
Questa esperienza ha destato particolare attenzione in alcuni
giovani del gruppo che autonomamente hanno visitato nuovamente
il posto nei giorni seguenti.
Abbiamo, in seguito, trascorso tre giornate presso un Centro
Sociale di Fortaleza. Questa esperienza, guidata da Padre
Moser, si colloca in una favelas ai margini della città.
Il Centro rappresenta un importante punto di aggregazione,
di formazione, di informazione e di sostegno per la comunità locale.
Numerose sono le iniziative promosse nel tentativo di raggiungere
le fasce e i bisogni più diversi della popolazione:
gruppi giovanili di animazione e danza, gruppi di attività per
portatori d’handicap, gruppi di formazione per le donne,
laboratori vari, mensa….
Attraverso la mediazione di Padre Moser ci è stato
consentito di visitare due comunità Indios: il popolo
dei Pitaguary e il popolo dei Guanipapo Canidè. Questi
due popoli hanno ottenuto il riconoscimento etnico e territoriale
e attraverso l’incontro con il caceque (capo) abbiamo
ricostruito alcuni aspetti della loro storia più recente.
L’argomento è stato in seguito approfondito
da un incontro con un antropologa che in questi ultimi decenni
ha seguito la causa degli Indios.
Il gruppo ‘Artecol’, prima della partenza del
primo gruppo, ha presentato un suo spettacolo di teatro di
strada a Tremembè.
Tre ragazze di questo primo gruppo hanno inoltre seguito
e realizzato due progetti che prevedevano il coinvolgimento
di bambini e ragazzi per la realizzazione di alcuni murales
presso il Centro Sociale Caritas di Pedregal (Aracatì )
e presso la Scuola di Base di Ibiquitaba (Icapuì).
La partecipazione entusiasta e la soddisfazione per le dinamiche
suscitate ha pienamente ripagato gli organizzatori e aderenti
al progetto.
Sia il secondo che il terzo gruppo hanno, in linea di massima,
fruito delle stesse proposte.
Il secondo gruppo ha potuto, in aggiunta, partecipare ad
un congresso della Pastorale della Gioventù con giovani
brasiliani che provenivano da ogni parte dello stato del
Cearà, esperienza fortissima che ha permesso loro
di confrontarsi direttamente con diverse centinaia di ragazzi
della loro età sui temi della fede politica e religiosa.
p. l’Ass Tremembè Onlus
Chiara Ghetta
Commenti a caldo dell’esperienza brasiliana
Di Laura
Valzolgher
Tornati da un viaggio è il momento di bilanci. E’ quindi
venuto il momento di trarre alcune conclusioni in merito
all’esperienza fatta in Brasile, in un piccolo villaggio
di pescatori, a Tremembè nel Nord del Brasile. Questa
esperienza è stata resa possibile dall’associazione
Tremembè, a seguito di un ciclo di incontri che avevano
come temi globalizzazione, sviluppo sostenibile, cooperazione
internazionale, turismo responsabile, organizzati in collaborazione
con l’associazione stessa e con l’intervento
di esperti di ogni settore.
Credo di poter dire che ogni aspettativa elaborata prima
della partenza sia stata soddisfatta, sia a livello personale
che di gruppo.
Per quanto riguarda gli obiettivi collettivi, relativi e
comuni cioè all’intero gruppo, comprendevano;
approfondimento degli argomenti trattati durante il corso
anche nel loro risvolto pratico e applicativo. In particolare
abbiamo avuto modo di conoscere e seguire lo sviluppo di
alcuni progetti locali che ricevevano finanziamenti esterni,
nell’ambito dell’artigianato, dell’agricoltura
e dell’istruzione.
possibilità di fare noi stessi un’esperienza
di turismo responsabile e confrontare l’impatto che
questo ha sul territorio rispetto al cosiddetto turismo di
massa.
possibilità ,attraverso l’associazione, di
essere introdotti e coinvolti in iniziative di interesse
locale promosse dalla comunità. Abbiamo partecipato
in modo attivo ad incontri della Giunta Municipale, alle
riunioni di una associazione locale, a conferenze sull’ambiente,
sul problema dei rifiuti e su tematiche di interesse politico
religioso e sociale. Il tutto nel rispetto e nell’osservanza
del principio della democrazia partecipativa.
Sfruttando i contatti dell’associazione abbiamo avuto
la possibilità di conoscere più da vicino alcune
realtà a cui difficilmente avremo avuto accesso da
soli; ad esempio il soggiorno in un accampamento dell’MST
ad Okara, la visita a due comunità Indios nei pressi
di Fortaleza, la visita di una cooperativa di artigianato.
Per quanto riguarda la sfera individuale quello che quest’esperienza
mi ha dato è molto, in particolare ha contribuito
ad una grossa crescita e maturazione personale. Ho avuto
modo di conoscere una realtà molto diversa dalla mia,
di scoprire come scorre la vita in una piccola comunità di
pescatori del Nord del Brasile, attraverso il contatto diretto
con la gente, i loro racconti, la musica, le feste di paese
e da tutti mi sono sentita accolta con calore e grande disponibilità al
dialogo.
Ho avuto la possibilità di prendere parte ad un congresso
della Pastorale della Gioventù con giovani brasiliani
che provenivano da ogni parte del Cearà, esperienza
che mi permesso di confrontarmi con tanti ragazzi della mia
età per lo più studenti come me e di esplorare
la loro dimensione di fede politica e religiosa.
Ho avuto anche la possibilità di lavorare con due
bambini del paese, cercando di guidarli nella pittura di
un pannello di compensato che è poi stato appeso in
Posada per celebrare l’esito positivo di questa collaborazione
che è stata difficile ma ha dato grande soddisfazione
a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione.
Ho anche avuto la possibilità di seguire il medico
del paese nel suo lavoro sia in ambulatorio che nelle visite
domiciliari, esperienza che aveva per me un doppio risvolto
umano e professionale, in quanto studente di medicina.
Infine abbiamo avuto la possibilità di assaporare
una lingua bella come il portoghese, anche grazie al corso
intensivo di portoghese fatto prima di partire e organizzato
dall’associazione. Il corso si è rivelato utilissimo
non solo per averci fornito un lessico basico di sopravvivenza
ma anche per averci dato un indispensabile strumento per
approfondire la conoscenza dell’immenso patrimonio
culturale e naturalistico di uno stato come il Brasile tanto
povero ma allo stesso tempo così ricco di risorse.
Un paese, il Brasile, dove differenze, contrasti e contraddizioni
sono all’ordine del giorno, dove i poveri (la maggior
parte) sono veramente poveri e i ricchi (pochi) sono veramente
ricchi. Un paese dove la gente vive con grande semplicità,
e fa riscoprire la voglia di abbracciare uno stile di vita
più vero e meno impattante. Un paese che ho sempre
ritenuto così lontano, ma che ora sento molto vicino.
Commenti a caldo dell’esperienza di viaggio a Tremembé estate
2002 di Serena Favot
Da cosa cominciare… Ringrazio l’Associazione
Tremembé per l’opportunità unica e splendida
che ho potuto vivere. La realtà che ho conosciuto
e in cui mi sono immersa – grazie alla gente del posto
- fino a sentirmene parte, ovvero la comunità di Tremembé e
Icapuì, l’accoglienza stupenda delle persone
che ho incontrato, la loro amicizia, il confronto su temi
importanti della cooperazione e della società cearense
e locale di Icapuì… sono il ricordo più bello
e più forte di un mese e mezzo di permanenza a Tremembé.
L’esperienza più difficile per la situazione
in cui vivono le persone è stata quella di Palmeras – Fortaleza,
perché lì si tocca il disagio urbano e le possibilità limitate
di vita. Padre Chico e i suoi collaboratori, Betty in particolare,
hanno fatto delle scelte estreme che si possono solo ammirare
e non si fermano all’assistenzialismo missionario,
ma lavorano molto nella coscientizzazione politica.
Fondamentale è stato poter conoscere da vicino realtà come
MST e l’assentamento dei coquerinos – e la loro
diversità, gli uni più radicali, gli altri
inseriti in un progetto della Caritas di Aracatì -,
il lavoro missionario nella favela di Fortaleza, le attività auto-organizzate
della favela, il progetto governativo del circo per bambini/e
e ragazzi/e, le associazioni di donne che lavorano la paglia,
gli artigiani/e di Tremembé, l’associazione
Caiçara, la Pastoral della Juventude a Limoeiro do
Norte, la politica locale di Icapuì e vivere l’esperienza
della campagna elettorale presidenziale, il ballo del forrò e
anche la samba, la pousada e il progetto dell’associazione
Tremembé di Trento, imparare il portoghese, vivere
la radio locale come mezzo di comunicazione vicino alla gente…
Mi è sembrato molto naturale conoscere molte persone,
chiacchierare ed essere salutata da tutti a Icapuì,
anche se forse all’inizio mi stupiva, ma adesso al
ritorno mi manca la calda socialità brasiliana e la
serenità nel fare e vivere le cose. Il ritmo quotidiano
del viaggio e della permanenza a Tremembé sono stati
tutt’altro che lenti, ma sereni, solari. L’esperienza
ha fatto molto bene al mio spirito un po’ stressato
e ansioso.
Come mi ricorda Laura, ho avuto momenti alterni in cui pensavo
che sarebbe stato bello vivere là, altre volte invece
le circostanze mi portavano a pensare alla difficoltà della
vita della gente brasiliana e all’impossibilità di
condividerla in pieno per me.
Anche durante la malattia dengue ho avuto momenti di sconforto
totale in cui ho sentito forte nostalgia dell’Italia,
della vita comoda e sicura.
L’esperienza di gruppo è stata un po’ difficoltosa,
credo per la sua numerosità – sei persone – e
la non coincidenza a volte di desideri e aspettative. Nonostante
questi problemi penso il percorso insieme sia stato costruttivo
e positivo per tutti. Già nel corso di Borgo avevo
legato molto con Laura e in Brasile abbiamo approfondito
la nostra amicizia. Laura è la prima amica che ho
contattato al mio ritorno! L’esperienza con il primo
gruppo è stata positiva, soprattutto con alcune persone
che ci hanno aiutati/e a capire nei primi giorni com’erano
le cose in Brasile. Il periodo assieme è stato troppo
poco… Con il terzo gruppo è stata più semplice
l’organizzazione delle giornate e delle gite, ma penso
che gli altri due miei compagni di viaggio abbiano avuto
poco tempo per riposarsi dallo stress del lavoro accumulato
in un anno, e che un po’ più di tempo nella
pousada a loro avrebbe giovato.
I giorni passati in Brasile da sola mi hanno permesso di
approfondire amicizie ed esperienze, anche in rapporto agli
altri turisti italiani presenti in pousada. Mi ha fatto soprattutto
piacere perché ho avuto più tempo per stare
con Eva, Marcio e Eunissi. Ho avuto la possibilità di
parlare un po’ di più anche con P.Lopes… che
tuttavia preferisce caratteri allegri… “napoletani”…
Le mie aspettative rispetto al viaggio sono state tutte
soddisfatte, tranne quella relativa all’esperienza
di
lavoro in un progetto di sviluppo, che credo necessiti di
una programmazione ad hoc e di disponibilità di tempi
maggiore. Spero di tornare a Tremembé… Serena
Favot
Commenti a caldo dell’esperienza di Elena Mengon,
studentessa ISA
E' stata un esperienza indimenticabile, significativa o
meglio ancora stravolgente
Credo, e non sbaglio ad affermare che ha cambiato il percorso,
il sentiero delle mie previsioni future. Mi preme esprimere
tutta la mia gratitudine verso coloro che hanno reso realtà il
sogno di una bimba che lo desiderava fin dalla sua stessa
esistenza. Un grazie in particolare a chi ha dato modo che
tutto venisse realizzato nelle migliori condizioni . Solo
a distanza di tempo ho compreso quanto questo viaggio sia
stato importante per me, abbia creato un segno profondo,
incancellabile,che ha cambiato la prospettiva di come vedevo
le cose.
Voglio inoltre aggiungere che non mi sono mai sentita così ripagata
di quando trascorrevo le giornate in Brasile. Non è facile
per me trasmettere le mie sensazioni provate perché sono
uniche e vissute in prima persona, non come lettore.
Il motivo principale per cui mi sono recata in Brasile sono
state decisamente “le pitture su muro” ma, in
realtà c'è stato un coinvolgimento più personale.
Mi sono sentita ripagata quando ho avuto la possibilità di
insegnare ai bambini ciò che ho imparato negli anni
precedenti. Dare a loro l'opportunità di conoscere
il magico mondo del disegno e della pittura. Anche se ai
bambini risulta molto facile e piacevole. Però è sempre
basato sui dei canoni ben precisi che soltanto nell'esperienza
e nello studio costante si può inseguire e a volte
raggiungere. E' stato appagante vivere quei giorni e vedere
la gioia trasmessa in conoscenza non come imposizione ma
come gioco. Vorrei concludere dicendo apertamente che solo
vivendo queste esperienza individualmente riesci a capire
cosa esiste nell' altra parte del mondo.Se mi permettete
vorrei aggiungere che ho trovato una accoglienza e una cordialità infinita
Commento a caldo
di Silvia Decarli, studentessa ISA
Quello che mi sembrava strano è pensare che adesso
lì la vita continua uguale per un anno intero sotto
il sole e il cielo azzurrissimo, palme alte sottili storte,
i miei bambini continuano a giocare a pallone, a saltare
correre scalzi e a rotolarsi nella sabbia; nella semplice
tranquillità delle case vuote con la musica. Per quanta
povertà ci possa essere in Brasile a me non è capitato
di trovare massacri; ho incontrato delle persone stupende
che sono molto più serene dei miei compagni di classe
che non vedo mai sorridere, forse sono così belle
queste persone proprio grazie a quei posti bellissimi, al
mare e al cielo che a guardarli ti dimentichi tutto, dell’orgoglio
e ti ricordi di essere una persona semplice come le altre
e hai qualcosa da dare e da avere dagli altri. Io mi sono
sentita più forte fisicamente e mentalmente, non avevo
voglia di parlare e anche adesso che sono tornata sono praticamente
guarita dalle mie paranoie. Ho capito di non essere io matta
o sbagliata, forse solo inadeguata per il posto dove sono
nata, che si sta riempiendo di persone che hanno capito poco
di quel che è bello della vita, che si sentono soddisfatti
di essere più belli, più raffinati, profumati,
ricchi e riescono ad amare per un quinto non sapendo quello
che si perdono. Io ho conosciuto un bambino, e in pochi giorni
ci siamo voluti un bene vero e ne abbiamo la certezza che
non ci dimenticheremo di questa amicizia. L’ultimo
giorno brasiliano ho incontrato un bambino sulla spiaggia,
gli ho detto ciao e m’ha scoppiato un sorriso, ha battuto
una volta le mani e m’ha fatto ciao. Ho ancora tanti
ricordi, so che si stanno cancellando piano piano, ma ce
ne ho ancora tanti e belli. Ho scoperto che sono stata benissimo
grazie alle persone, a quei posti, a quella musica e mi piacerebbe
lavorare con i bambini. Silvia
PRESENTAZIONE DEL CORSO
“I giovani incontrano il Sud del Mondo”
promotori: Ass. Tremembè Onlus, MLAL, ATAS Onlus.
destinatari: giovani dai 18 ai 25 anni residenti nei comprensori
di Fiemme/Fassa e Bassa Valsugana
periodo: novembre-febbraio 2001/2002
scopo: fornire gli strumenti indispensabili per affrontare
criticamente una esperienza interculturale e solidale in
un paese del Sud del mondo.
strumenti: corso di formazione e abbattimento parziale dei
costi del volo aereo.
durata del corso: 35 ore
metodologia: sarà usata una didattica attiva (giochi
di simulazione e di ruolo) che valorizza e mette in moto
le risorse dei partecipanti A ciascun verrà chiesto
di formulare un progetto, come occasione per la rielaborazione
dei contenuti e degli strumenti del corso, in funzione del
proprio personale percorso formativo.
Al termine del corso verranno elargite 14 borse di studio
di £. 1.000.000 per un soggiorno presso una delle località nelle
quali Tremembè e MLAL hanno attivato i progetti di
cooperazione, con la possibilità di svolgere attività di
collaborazione volontaria all’interno degli stessi.
Le borse di studio saranno elargite secondo due criteri:
la partecipazione attiva al corso
l’elaborato individuale presentato
Le iscrizioni devono avvenire entro venerdì 20 ottobre
2001 c/o l’Associazione Tremembè al n. 0461-824737
(e fax) e/o all’indirizzo tremembe@unimondo.org
Il corso viene attivato con un minimo di 12 e un massimo
di 18; possono partecipare come “uditori” 5 adulti.
In caso di richieste maggiori si selezionerà in base
al tempo di iscrizione
Struttura del corso
presentazione: contratto formativo 3 ore (conoscenza dei
partecipanti, raccolta delle aspettative e definizione degli
obiettivi). contenuto:
Globalizzazione e mondialità: 8 ore (globalizzazione
dei mercati, imprese transnazionali e mercati finanziari,
squilibri ed ingiustizie sul piano della distribuzione di
ricchezze e risorse, sviluppo di una coscienza e di una etica
della responsabilità e della solidarietà basato
sul sentimento di cittadinanza “planetaria”)
Sviluppo e (in)sostenibilità sociale e ambientale
4 ore (sfruttamento intensivo delle risorse naturali e distruzione
dell’ecosistema, insostenibilità degli stili
di vita e scelta consapevole dei consumi; sviluppo sostenibile.
Turismo responsabile 4 ore (aspetti economici, culturali
e ambientali dello sviluppo turistico; il turismo responsabile
come nuova frontiera nella cooperazione allo sviluppo)
Cooperazione internazionale 4 ore (modelli di cooperazione
a confronto, problematiche culturali della cooperazione)
Interculturalità e immigrazione 8 ore (rapporto con
l’alterità, etnocentrismo nella cultura occidentale,
migrazioni e interculturalità)
Conclusione: 4 ore presentazione dei progetti elaborati
dai partecipanti, sintesi del lavoro e valutazione del percorso;
individuazione degli aventi diritto alla borsa di studio.