Alcune riflessioni scritte di fine percorso
PAROLE IN LIBERTA'
Prima parte: Fuori ci sono le stelle
Stanotte la tv mi fa compagnia.. fuori ci sono le stelle..
le immagino ascoltando una canzone.. quasi quasi ora esco
a dare un'occhiata.. è più forte di me..
..vabbè, questa sera il cielo nuvoloso le nasconde..
sono rientrato deluso.. ma ben felice di poter dormire tra
poco in un comodo letto, continuare la mia relazione scrivendo
comodamente su un portatile mentre mi dondolo sulla sedia,
lavarmi i denti prima di dormire e sentire in bocca quella
piacevole sensazione di pulito, infilarmi sotto le coperte
protetto da spifferi d'aria, vento, pioggia, neve e grandine,
al riparo da ratti notturni e fastidiose formiche.. chiudo
gli occhi e immagino le stelle che altre notti ho ammirato..
Che dire? Sono ricco! Sono ricco e fortunato! Ho un tetto,
un letto, acqua e corrente sempre disponibili, i soldi per
il dentifricio, una sedia su cui dondolarmi.. per non parlare
del computer..
Che altro dire? Cerco le stelle nel cielo per scrivere una
relazione di riflessioni su un mondo che conosco solo in
parte.. un mondo immenso del quale la mia posizione di privilegiato
mi ha permesso di farmi solamente un'idea parziale..
Quando guardo il cielo stellato mi vengono in mente mille
cose.. talvolta (raramente per fortuna :) penso alle coppie
che si scambiano, abbracciandosi, frasi d'amore, sdraiati
su un prato o sul cruscotto di una macchina, cercando la
loro stella nel firmamento.. poi mi fermo e mi dico “ma
che sto facendo?” e mi sento un po' idiota.. ma poi
prima di rientrare in casa il mio sguardo torna ad alzarsi
verso il cielo.. e allora cerco di assaporare anch'io questa
meraviglia.. mi affiorano alla mente frasi come: “siamo
un puntino nell'universo.. l'uomo pensa di esserne al centro
ma in realtà è nulla..” ..e mi viene
da sorridere, sentendomi allo stesso tempo più leggero
ma anche più solo.. sento che in fondo è vero
che la vita è un “brivido che vola via”,
perlomeno fintanto che sono in salute..
altre volte penso ai popoli che dalle stelle si fan guidare
e mi chiedo come sarebbe la mia percezione del mondo se Pitagora
non avesse scritto e Galileo non avesse osservato..
quante seghe mentali che fan fare le stelle! Così mi
stufo di guardarle.. e assonnato torno alla realtà del
mio letto..
Sogno..
Sogno questa piccola palla rotonda che è la terra..
blu e verde mentre ruota su se stessa avvolta da nuvole..
e man mano inizio a vedere pure l'immenso universo che la
circonda.. chissà perché ogni volta che la
sogno la immagino sempre dal solito punto fisso.. come se
questi miei sogni fossero ripresi dalle immagini satellitari
trasmesse alla tv.. [ma quanto sono veramente nostre le “nostre” idee
e i nostri sogni??]
..ma torniamo al sogno.. STOP! mi è passata l'”ispirazione”..
smetto di scrivere e vado a dormire! [Veramente]
Seconda parte: Secondo tentativo – raccontiamo?
questo sogno
Ogni nome un uomo
ed ogni uomo e' solo quello che
scoprirà inseguendo le distanze dentro sè
Quante deviazioni
quali direzioni e quali no?
prima di restare in equilibrio per un po' - Negrita
... mi dispiace ma non ci riesco! Avrei voluto dipingere
un ideale, avrei voluto trovare dentro me le parole che mi
spingono a viaggiare “Rotolando Verso Sud” o
anche verso Est, Ovest e Nord (non importa, mi basta rotolare,
inseguendo le distanze dentro me..) avrei voluto raccontarvi
un sogno ideale che parla di globalizzazione, popoli straordinari,
solidarietà, lotta e speranza, idee per cui vivere
e lottare, ¿progresso?.. Avrei voluto trovare parole
quasi magiche (forse presuntuose) credendo di indicare a
chi legge una via.. una strada.. per giocarsela al meglio
in questo mondo.. cercando di far qualcosa di buono..
MA
.. l'altro giorno ho incontrato un amico che non vedevo da molto tempo.. per
me questa persona è importante. Mi ha saputo consigliare in momenti
difficili e alcuni dei suoi consigli sono per me spunto di quotidiana riflessione..
Un anno e mezzo è tanto... nel frattempo sono cambiato parecchio..
L'altro giorno per me voleva essere un banco di prova.. speravo che mi dicesse: “cavoli!
Però che idee! Quanto sei cresciuto” stupito e ammirato dal
mio percorso e cambiamento. MA. Ma così non è stato. Lui è una
persona di grande esperienza, molto colta e critica, e con le sue parole è riuscito
a smontare alcune delle mie idee, evidenziandone alcune incongruenze e sottolineandone
il rischio e la pericolosità..
BENE
.. perché dico questo? In fondo che c'entra con questo corso? E in fondo
che ve ne può fregare, mica è interessante sta cosa.. capita..
Lo dico perché esistono le parole ERRARE ed INGENUITA'
e anche questo corso, come questo mio amico, me l'ha insegnato.
Come altri prima dell'incontro con Pipinato basavo parte
della mia visione del terzo mondo sulle immagini di documentari
che ritraevano indios selvaggi, nudi e armoniosi nel loro
contatto con la natura.. credendoli felici e sereni.. lontani
in modo assoluto dalla modernità. MA.. ma anche qui
il nostro Fabio mi ha un po' smontato, dicendomi che questa
mia visione è semplicistica e legata al periodo del
dopo guerra, e come lui anche Duccio Canestrini ieri sera,
mostrandoci foto di Indios in motocicletta.. porco cane..
quanto è facile sbagliarsi nella vita e quanto importante è il
confronto con chi ne sa più di te (sperando non dica
falsità).. quante scelte errate può risparmiare..
quanto tempo (così prezioso e raro) può salvare!
L'Ingenuità.. l'ingenuità della pigrizia che
spesso lascia che siano le informazioni indotte (dai media,
dal sentito dire, dall'accontentarsi del dire “ok ho
capito.. mi son fatto un'idea e mi basta così”)
a formare il nostro pensiero a scapito della cultura vera,
fatta di studio, confronto, esperienza e continuo approfondimento..
Tutto ciò per dire che, soprattutto per quanto mi
riguarda, c'è l'enorme rischio di basare la propria
visione del mondo su stereotipi e idee sbagliate.. Questo
per me vuole essere uno stimolo a non prendermi mai troppo
sul serio e a mettere in gioco le mie idee e convinzioni
quando è possibile.. Preferisco evitare, per quanto
posso e riesco, di tenerle nei cassetti dell'orgoglio, per
la paura che si possano rivelare delle grandi cazzate.. per
la paura di “perdere la presa” (il sottile e
delicato equilibrio che tanto si brama) vedendole confutate
dalla realtà. O per la paura di perdere il confortante
calore che ne deriva crogiolandosi su di esse.. sentendosi
giusti e illuminati. Se non mi fossi iscritto a questo corso
probabilmente, un domani, sarei andato nel terzo mondo baldanzoso
e convinto di trovarmi in mezzo a gente che sa vivere felicemente,
totalmente diversa da noi occidentali, quasi superiore nella
loro primitività e nella loro povertà, insomma
ad un altro livello.. non so se mi spiego.. me li immaginavo
non come delle persone umane ma come delle persone ideali..
capito? Ideali. Super forti e super saggi perché provati
dalla sofferenza e dalla cruda realtà. E questo secondo
me è un rischio. Un enorme rischio. E' pure un errore.
Un enorme errore. Quali sarebbero stati i miei motivi nell'andar
da loro? Quanto forti sarebbero state le componenti di egoismo
e ricerca della propria felicità? Quanto sarebbero
stati loro per me strumentali? Quanto gratuita sarebbe stata
la mia “corsa” alla solidarietà? E se
fosse stata inutile? Quante aspettative sbagliate avrei avuto.
E quante cazzate avrei detto nel frattempo nei discorsi con
gli amici e con la gente parlando del mondo? Non che adesso
ne dica di meno, ma perlomeno ho acquisito un pezzetto in
più di libertà e felicità. Libertà e
felicità nella consapevolezza che posso sbagliare.
Che posso aver in testa delle grandi cazzate. Libertà e
felicità nella bellezza del mettersi in gioco e del
vedere che si aveva torto. Quanti fardelli che può spazzar
via la realtà. Quante idee malsane può confutare
l'esperienza e l'incontro con la vita vera. Che bello! Sono
felice di questa cosa. Quanto bello è fermarsi e dire
bene, ti ascolto, metto a tacere le mie idee e ascolto le
tue, accorgendosi che possono essere perle di saggezza! Quanto
bello è! Spero di essermi spiegato. Sono esaltato
e contento nel dire che ho delle grandi cazzate in testa!
E' fantastico! Perché vuol dire che di certo per un
po' di anni (se sarò ancora vivo e in grado di intendere
e volere) non mi annoierò perché dovrò scoprire
come stanno le cose.. e una volta scoperto come stanno queste
cose per altri anni ancora non mi annoierò, a meno
che non mi sia fatto fossilizzare nell'artrosi di false sicurezze,
perché ogni cosa non sta mai da qualche parte e basta..
ogni cosa si muove e cambia.. il mondo cambia.. noi cambiamo..
etc..etc.. etc... etc.. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc.
etc. etc. etc. etc... Ah e poi.. dimenticavo.. quanto bello è rendersi
conto che alcune delle idee che ci rendono tristi oggi sono
infondate? Oh! Evviva la realtà che insegna, sveglia
e rende felici!
Un ultimo inno alla libertà.
La libertà di non aver aspettative dalla gente..
La libertà di avere aspettative dalla gente e poi dire che erano infondate.
La libertà di essere se stessi fino in fondo.. solo così penso
si riesca a crescere..
La libertà di seguire il proprio percorso, la propria indole e le proprie
curiosità.
La libertà di vivere una vita che ti entusiasma.. senza mai farsi spegnere
dai binari della comodità.
La libertà di aspettare e non fare nulla..
La libertà di non sentirsi sbagliati.
La libertà di sentirsi sbagliati.. per poi magari ricredersi a tratti..
La libertà e la forza della sfiducia e del pessimismo.. che demolisce
per poi ricostruire..
La libertà e la forza della fiducia, in se stessi, negli altri e nel
futuro..
La libertà di vivere appieno un sentimento, un'emozione, un'età,
un viaggio, una notte stellata..
La libertà del rispetto e dell'incontro con la gente.. fra popoli e
amici.
La libertà di credere che non sia qualcun altro che debba pensare per
te, perché pure la tua vita e le esperienze che hai vissuto sulla tua
pelle sono valide..
La libertà di ricredersi e capire che avevano ragione..
La libertà di capire che avevi ragione..
La libertà di vivere la propria storia su questo mondo e di illudersi
a tratti che sia significativa..
La libertà.
Bene, con un po' di retorica.. forse banale, forse superficiale
e scontata, penso di aver concluso questa mia riflessione..
o queste mie riflessioni... probabilmente domani 8 maggio
potrei pentirmi di quel che ho scritto, potrei volerlo modificare
e aggiungervi altro.. potrei rileggerlo e volerlo stravolgere..
ma non ora.. non stanotte..
...
E poi sono felice.. mi ha appena chiamato, dopo tempo che non ci si sentiva,
un amico dicendomi “mi sei venuto in mente e ti ho chiamato..”,
così semplicemente per far due parole con GRATUITA', una delle illusioni
forse più belle e fondamentali della vita..
Ma cosa centrano libertà e gratuità col corso?
Queste parole tanto retoriche e abusate.. Apparentemente
nulla.. ma penso che in realtà centrino in maniera
profonda. Perché credo aiutino a vivere bene la globalizzazione
e i suoi squilibri, cercando per quanto possibile di dare
un contributo
Daniele Pietrobelli
NON PIANGERE AMORE
“Non piangere amore, sarò qui presto”.
Un bacio, un sorriso e un abbraccio, e poi via verso l’aereo,
al terminal.
...
Sdraiato sul letto ripenso a come è iniziato questo viaggio, il soffitto
decorato con rami intrecciati scivola davanti al mio sguardo, nella mia mente
scivolano un po’ di pensieri. Fuori è caldo, la brezza è piacevole
sulle braccia e sul viso, la luce del tramonto rende il momento prezioso. Sento
da fuori il rumore del mare, dentro invece una radio lontana, musica dolce,
e il movimento di qualcuno che mi sta preparando la cena.
Questa è una sorta di immaginazione del viaggio,
in una Tremembè alternativa, la sera del giorno del
mio arrivo forse, non chiedete troppo, è un viaggio,
una specie di sogno, sempre sul punto di svanire. Il tempo
non è definito, sarà in un futuro probabilmente
remoto, ma qualcosa di prossimo non sarà ancora accaduto.
Infatti, sto pensando, non sono ancora partito per Tremembè,
o per la Bosnia, però intanto sono qui, in questo
sogno brasiliano forse, sul letto, peccato che stavolta sono
partito da solo.
La stanza non è grande, anzi è piccolina,
ma a me sembra vasta e luminosa, deve essere una magia della
luce a quest’ora.
La porta è alle mie spalle, sul muro a cui è appoggiato
il letto, è fuori dal mio campo visivo. Per ora c’è solo
la stanza, anzi il soffitto in cui si perdono i miei pensieri.
Con la mano accarezzo il copriletto, di un colore indefinibile,
una specie di grigio chiaro, di stoffa ruvida, ma mi piace
sentirla sotto le dita, e mi piace questo colore, anche se
non lo sto guardando. A casa non lo sceglierei mai, ma qui è diverso,
questo è il suo posto, è povero, ma è vero.
Il mio braccio si rilassa, la mano scivola sul pavimento,
tra il letto e la mia borsa, rossa, ancora da disfare. Traccio
con le dita dei cerchi distratti, sul pavimento di legno,
vecchio, consumato, scuro, ma al contempo sbiadito quasi,
per effetto delle giornate di sole.
Con le dita ogni tanto tocco qualche granello di sabbia.
La stanza è stata spazzata con cura, ne sono certo,
eppure è impossibile mantenerla fuori, e questa consapevolezza
mi scalda il cuore.
Il motivo per cui sono qui si perde, tra pensieri, possibilità,
coincidenze e circostanze, che ora, in questo momento, sono
così remote agli occhi della mia mente. Ora contano
le sensazioni, le emozioni, quel piccolo balzo che il cuore
fa, quando scopri qualcosa di nuovo durante un viaggio.
Perché sono partito? Per questo... oltre che per
tutto il resto.
Eppure in questo momento, se devo scegliere, anche se ora
le scelte sono vaghe ed esterne al mio sogno, sono uno scrittore.
Scrivo da luoghi lontani che hanno in sé il cuore
del mondo.
Nel mio sogno, sorrido come per un rimpianto, una narrazione
dolce cattura, culla, e, seppure delicata come una carezza
o una ninnananna, tocca il cuore con forza.
Questo è il mio ruolo, per combattere una guerra
che non si può combattere, senza uccidere né ferire,
e senza essere schiacciato dal suo peso.
Nel mio sogno si può.
Intanto guardo la luce diminuire, il tramonto farsi sera.
In questo momento nella stanza sono solo, ma, penso, ci sono
altre persone da qualche parte come me, anche loro in viaggio,
con pensieri, e aspettative. Ognuno è perso nel suo
mondo, eppure in qualche modo siamo in contatto, come una
rete invisibile ma tangibile. O forse no, non lo so. Non
chiedetemi quale sia il ruolo degli altri, lascerò che
sia il vento sulla spiaggia a deciderlo. Per intanto mi lascio
trasportare dalla corrente.
Mi giro sul fianco, la mano passa distrattamente tra i capelli.
Un attimo di malinconia.
Guardo la bottiglietta d’acqua quasi piena che ho
lasciato sul comodino davanti a me. Il tappo è rosa,
l’etichetta sbiadita; la porto con me da tanto tempo.
Nell’acqua ci sono micro organismi che creano l’aria.
Delle piccole bazzecole insignificanti e fondamentali.
Mi viene quasi da ridere se penso che ora mi sento in colpa
tutte le volte che apro il rubinetto e lascio scorrere l’acqua.
E’ come se improvvisamente mi rendessi conto di dover
ringraziare per un favore mai chiesto.
Però intanto il profumo delle patate arrosto è entrato
nella stanza, già immagino il sorriso che farà Paco
quando verrà a chiamarmi. Paco è il cuoco più grande
che io abbia mai incontrato, ed è il mio nuovo amico.
Mi siedo sul letto, e decido di non farlo aspettare, ora
mi alzo e scendo. E’ ora di tornare a sorridere.
Prima di uscire prendo lo zaino, non si sa mai, è un
viaggio... Sto per chiudere la porta ma prima guardo un’altra
volta fuori dalla finestra, il cuore del mondo mi restituisce
lo sguardo, con una strizzata d’occhi.
Forse, dopotutto, il mio non è un sogno...
Sergio Fischer
È INNANZITUTTO UN ABBRACCIO
COLLETTIVO!
“ L’uomo ha sempre viaggiato fin dai primordi,
il suo vagare sulla terra è sempre stata una necessità strutturale
come mangiare, vestirsi, abitare.
Muoversi è una condizione senza la quale non siamo,
non possiamo essere noi stessi.
Veniamo al mondo e ce ne andiamo nell’aldilà,
quasi la vita sulla terra fosse una breve sosta di un eterno viaggio.
Il viaggio necessario è quindi connesso con il nostro essere persone
in cammino, curiose di sapere e conoscere e che non possono mai fermarsi,
se non per prendere fiato.”
È innanzitutto un abbraccio collettivo!
È questo il sentimento che stò vivendo nell’esperienza con
tremembè.
Un abbraccio di cui tutti noi ( almeno i partecipanti a questo corso !) abbiamo
un grande bisogno, come esseri umani in continua ricerca di senso e di amore.
Probabilmente siamo già un gruppo selezionato, perché siamo approdati
qua con una sensibile curiosità e tante domande; proprio per questo
si è delineato un gruppo vario, attento e curioso, stimolato e alla
continua ricerca di confronti e relazioni col mondo.
Tutto questo mi ha scaldato intensamente il cuore, regalandomi una sensazione
positiva ad ogni incontro: sensazione non di appartenenza bensì di condivisione
di stimoli e dubbi di chi non si accontenta, di chi anela a qualcosa che va’ oltre
i confini del nostro abitare qua….
Ogni volta che sono tornata da un incontro mi sono caricata di energia, ma
soprattutto di sorrisi, volti, ironie e storie. Perché le vite, le esperienze
delle persone sono poi le cose immensamente più interessanti. E grazie
a tutti gli interventi ho attraversato campi che in parte conoscevo, riuscendo
però a far luce su come ogni teoria si basa alla fine sulla pratica
di come si vivono le cose.
Questo, credo, è l’insegnamento più interessante…l’arte
di saper vivere la propria vita in continua connessione con
la curiosità creativa, entrando davvero dentro le
situazioni…lasciandosi stupire e ascoltando veramente
.
Da qui al brasile il salto è breve, ma non perché già previsto
nel percorso formativo tremembino.
No, no! È perché dentro me stessa sento di essere profondamente
viaggiatrice.
Questo è quello che seriamente considero il senso della mia vita. E
un vero viaggiatore deve continuamente alimentarsi e riuscire ad avere un incontro
col mondo il più ampio possibile.
Da anni desidero conoscere il Sud-America e l’Africa , il Brasile peraltro
occupa un posto di rilievo perché terra di mescolanze culturali e artistiche,
dove nasce il teatro dell’oppresso di Augusto Boal dall’incontro
con la pedagogia del desiderio di Freire…terra dove la musica, il teatro
e le arti in genere diventano uno strumento per rappresentare le oppressioni
sociali, incanalare l’aggressività e la violenza e provare anche
a cambiare le cose. È l’arteducazione, la creatività che
libera l’individuo o quantomeno lo toglie dalla strada della distruzione
restituendogli il desiderio.
Ed è anche il fine ultimo del turismo responsabile
questo: la restituzione della dignità, del credere
nella bellezza e nel cambiamento.
“ ..dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono
i fior..”
In brasile ci sono stata quando avevo 11 anni, con un’organizzazione
, C.I.S.V., per un campo interculturale a cui partecipavano
bimbi di diversi paesi del mondo. Ho un ricordo sfuocato
ma a tratti preciso: la musicalità della lingua, le
estreme disuguaglianze sociali, la bellezza selvatica della
natura, la facilità di noi bimbi nell’abbattere
le barriere culturali/razziali, e poi….tutto mi sembrava
GIGANTESCO!
L’idea di tornarci, a distanza di anni e con una diversa consapevolezza,
mi crea un mulinello di emozioni giù dentro lo stomaco; significa aggiungere,
riempire i pezzi del mio puzzle, approfondire questo incontro dandomi tempo
per sentire. E andarci con chi può guidarmi dentro la comprensione delle
cose è una ricchezza troppo grande che non voglio perdere!
Non ora.
Un viaggiatore lo riconosci…
Tutto parte dagli occhi…
Da quella piccola luce che li accende di vita.
Da questo attento sguardo sul mondo!
Silvia Bucellato
FINALMENTE
Finalmente si sta avvicinando il giorno della partenza.
Era da tanto che desideravo fare questa esperienza e ora
che sto per viverla sto cominciando a chiedermi come sarà ,come
saranno i posti che vedrò e come vivrò io questa
esperienza……
Sicuramente questo non sarà il solito viaggio, non solo perché andrò in
un posto lontano, non solo fisicamente ma anche lontano dal tipo di vacanza
che ho finora vissuto. Lo vivrò con occhi diversi , cercando di conoscere
le persone e i luoghi che incontrerò,ora che penso di essere più consapevole
del bene e del male che un turista può portare.
Il mio desiderio è quello di lavorare in associazioni che si occupano
di volontariato internazionale, quindi questo sarà la prima occasione
di entrare in contatto con una realtà che vorrei conoscere a fondo,e
sarà un modo per conoscere e capire ciò che desidero veramente
fare e ciò che sono in grado di affrontare. Sono tante le emozioni e
i pensieri che affollano la mia mente e non è facile scriverle,spero
che questo viaggio sia un momento di crescita , spero infatti di riuscire ad
avere uno stile di vita più equo e giusto; spero di conoscere il lato
vero del Brasile, le sue contraddizioni, le sue tradizioni e la gioia di vivere
dei suoi abitanti che lo ha reso famoso. Spero che questo viaggio sia un motivo
di scambio tra me e i ragazzi con cui partirò i quali sono sicuramente
portatori di un bagaglio di esperienza e di emozioni sicuramente ricco. Una
volta tornata vorrei raccontare a parenti e amici quello che ho visto spiegando
loro che c’è un modo diverso di viaggiare, diverso da quello che
ci viene propinato dalle varie agenzie e che per comodità accettiamo
passivamente,un modo che non reca danno ma anzi un modo che veramente porta
sostegno alle popolazioni che si incontrano.
Non trovo altre parole per scrivere quello che vorrei vivere ,quindi mi fermo
qui sicura che sarà una meravigliosa esperienza che cercherò di
vivere utilizzando tutte le informazioni ricevute .
Lucia Baldo
Il percorso teorico si è concluso con il laboratorio linguistico e un
viaggio studio in Bosnia (2 settimane circa) o Brasile (3 settimane circa),
dove le associazioni Tremembè e Progetto Prijedor accompagnano progetti
di sviluppo umano ed economico. A tal fine sono state assegnate le borse di
studio previste.