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Corso Mondialità GIOVANI

 

 

Edizione 2006

Anche quest'anno l'Associazione Tremembè Onlus (in collaborazione con Progetto Prijedor e con il sostegno del Servizio Solidarietà Internazionale della P.A.T) ha organizzato il corso di formazione “Globalizzazione, squilibri e nuovi stili di vita”.
Era rivolto a giovani, con età compresa tra i 20 e i 35 anni, interessati ad un primo approccio verso le tematiche della cooperazione internazionale, dello sviluppo sostenibile e della solidarietà.
Si sono iscritti 47 giovani tra i quali sono stati scelti i 23 corsisti che a parere della commissione
erano i più adatti al tipo di percorso proposto.
Il percorso mirava a fornire gli strumenti base per comprendere criticamente i temi dello sviluppo “equo e sostenibile” e favorire cambiamenti nel proprio stile di vita, all'interno dell'attuale contesto economico-sociale.

Gli argomenti trattati hanno spaziato dalla comprensione dei meccanismi base dell'informazione al racconto diretto di esperienze di immigrazione a Trento, dalla possibilità di sviluppo sostenibile all'alternativa del turismo responsabile.

Ha avuto una durata di 38 ore e si è articolato in 9 incontri sulle seguenti tematiche. Di seguito il dettaglio delle tematiche affrontate:

  • Verso lo sviluppo sostenibile: acqua, impronta ecologica e molto altro” (Maddalena Di Tolla)
  • L'informazione per una cultura della pace e della solidarietà” (Raffaele Crocco)
  • Globalizzazione: opportunità o minaccia?” (Francesco Terreri)
  • Cambiare il mondo cominciando da noi” (Anna Pedergnana e Damiano Avi)
  • Cooperare allo sviluppo: da spinta ideale a via obbligata” (Fabio Pipinato)
  • L'incontro con gli altri, tra diversità culturali e fenomeni migratori” (Mario Stolf, Xuemei e Angele Flore)
  • Gestire il conflitto per valorizzare la nostra e l'altrui diversità” (Antonia Banal)
  • Turisti ma non per caso: potenzialità e confini del viaggio sostenibile” (Chiara Ghetta)
  • Partire è un po' capire...” (incontro pubblico con Duccio Canestrini)

La parte teorica si è svolta fra marzo e maggio 2006 (per un totale di 36 ore articolate in 10 incontri) presso la scuola Artigianelli di Trento.

Le persone sottoindicate hanno progettato il percorso e ricoperto i seguenti incarichi:
coordinamento generale: Armando Stefani
supervisione corso: Federica Detassis
tutor: Erika Concer e Laura Adami
segreteria: Laura Adami
viaggi Balcani: Mirko Montibeller
viaggi Brasile: Laura Adami
corsi lingua: Maria Celva


Alcune relazioni a ricordo

24 luglio – 24 agosto 2006: da Fortaleza a Salvador de Bahia
per conoscere in maniera “responsabile” il Nord-Est del Brasile
e anche un po’ più se stessi

(dal diario di viaggio) “Eccomi di nuovo in Brasile, in pousada, un anno dopo… nuovi compagni di viaggio, nuovi compiti e responsabilità, nuovi luoghi da scoprire e nuove persone da incontrare… ma la sensazione di pace, serenità, di profondo benessere è la stessa... mi sento veramente a casa”.

... dettagli ...



Alcune foto a ricordo del percorso svolto

 

Presentazione del corso



gruppi di lavoro


incontri al parco



le tutor


cena di fine corso


serata pubblica



Alcune riflessioni scritte di fine percorso

 

PAROLE IN LIBERTA'

Prima parte: Fuori ci sono le stelle

Stanotte la tv mi fa compagnia.. fuori ci sono le stelle.. le immagino ascoltando una canzone.. quasi quasi ora esco a dare un'occhiata.. è più forte di me..

..vabbè, questa sera il cielo nuvoloso le nasconde.. sono rientrato deluso.. ma ben felice di poter dormire tra poco in un comodo letto, continuare la mia relazione scrivendo comodamente su un portatile mentre mi dondolo sulla sedia, lavarmi i denti prima di dormire e sentire in bocca quella piacevole sensazione di pulito, infilarmi sotto le coperte protetto da spifferi d'aria, vento, pioggia, neve e grandine, al riparo da ratti notturni e fastidiose formiche.. chiudo gli occhi e immagino le stelle che altre notti ho ammirato..

Che dire? Sono ricco! Sono ricco e fortunato! Ho un tetto, un letto, acqua e corrente sempre disponibili, i soldi per il dentifricio, una sedia su cui dondolarmi.. per non parlare del computer..

Che altro dire? Cerco le stelle nel cielo per scrivere una relazione di riflessioni su un mondo che conosco solo in parte.. un mondo immenso del quale la mia posizione di privilegiato mi ha permesso di farmi solamente un'idea parziale..

Quando guardo il cielo stellato mi vengono in mente mille cose.. talvolta (raramente per fortuna :) penso alle coppie che si scambiano, abbracciandosi, frasi d'amore, sdraiati su un prato o sul cruscotto di una macchina, cercando la loro stella nel firmamento.. poi mi fermo e mi dico “ma che sto facendo?” e mi sento un po' idiota.. ma poi prima di rientrare in casa il mio sguardo torna ad alzarsi verso il cielo.. e allora cerco di assaporare anch'io questa meraviglia.. mi affiorano alla mente frasi come: “siamo un puntino nell'universo.. l'uomo pensa di esserne al centro ma in realtà è nulla..” ..e mi viene da sorridere, sentendomi allo stesso tempo più leggero ma anche più solo.. sento che in fondo è vero che la vita è un “brivido che vola via”, perlomeno fintanto che sono in salute..

altre volte penso ai popoli che dalle stelle si fan guidare e mi chiedo come sarebbe la mia percezione del mondo se Pitagora non avesse scritto e Galileo non avesse osservato..

quante seghe mentali che fan fare le stelle! Così mi stufo di guardarle.. e assonnato torno alla realtà del mio letto..

Sogno..

Sogno questa piccola palla rotonda che è la terra.. blu e verde mentre ruota su se stessa avvolta da nuvole.. e man mano inizio a vedere pure l'immenso universo che la circonda.. chissà perché ogni volta che la sogno la immagino sempre dal solito punto fisso.. come se questi miei sogni fossero ripresi dalle immagini satellitari trasmesse alla tv.. [ma quanto sono veramente nostre le “nostre” idee e i nostri sogni??]

..ma torniamo al sogno.. STOP! mi è passata l'”ispirazione”.. smetto di scrivere e vado a dormire! [Veramente]

Seconda parte: Secondo tentativo – raccontiamo? questo sogno

Ogni nome un uomo
ed ogni uomo e' solo quello che
scoprirà inseguendo le distanze dentro sè
Quante deviazioni
quali direzioni e quali no?
prima di restare in equilibrio per un po' - Negrita

... mi dispiace ma non ci riesco! Avrei voluto dipingere un ideale, avrei voluto trovare dentro me le parole che mi spingono a viaggiare “Rotolando Verso Sud” o anche verso Est, Ovest e Nord (non importa, mi basta rotolare, inseguendo le distanze dentro me..) avrei voluto raccontarvi un sogno ideale che parla di globalizzazione, popoli straordinari, solidarietà, lotta e speranza, idee per cui vivere e lottare, ¿progresso?.. Avrei voluto trovare parole quasi magiche (forse presuntuose) credendo di indicare a chi legge una via.. una strada.. per giocarsela al meglio in questo mondo.. cercando di far qualcosa di buono..

MA
.. l'altro giorno ho incontrato un amico che non vedevo da molto tempo.. per me questa persona è importante. Mi ha saputo consigliare in momenti difficili e alcuni dei suoi consigli sono per me spunto di quotidiana riflessione.. Un anno e mezzo è tanto... nel frattempo sono cambiato parecchio.. L'altro giorno per me voleva essere un banco di prova.. speravo che mi dicesse: “cavoli! Però che idee! Quanto sei cresciuto” stupito e ammirato dal mio percorso e cambiamento. MA. Ma così non è stato. Lui è una persona di grande esperienza, molto colta e critica, e con le sue parole è riuscito a smontare alcune delle mie idee, evidenziandone alcune incongruenze e sottolineandone il rischio e la pericolosità..
BENE
.. perché dico questo? In fondo che c'entra con questo corso? E in fondo che ve ne può fregare, mica è interessante sta cosa.. capita..

Lo dico perché esistono le parole ERRARE ed INGENUITA' e anche questo corso, come questo mio amico, me l'ha insegnato. Come altri prima dell'incontro con Pipinato basavo parte della mia visione del terzo mondo sulle immagini di documentari che ritraevano indios selvaggi, nudi e armoniosi nel loro contatto con la natura.. credendoli felici e sereni.. lontani in modo assoluto dalla modernità. MA.. ma anche qui il nostro Fabio mi ha un po' smontato, dicendomi che questa mia visione è semplicistica e legata al periodo del dopo guerra, e come lui anche Duccio Canestrini ieri sera, mostrandoci foto di Indios in motocicletta.. porco cane.. quanto è facile sbagliarsi nella vita e quanto importante è il confronto con chi ne sa più di te (sperando non dica falsità).. quante scelte errate può risparmiare.. quanto tempo (così prezioso e raro) può salvare! L'Ingenuità.. l'ingenuità della pigrizia che spesso lascia che siano le informazioni indotte (dai media, dal sentito dire, dall'accontentarsi del dire “ok ho capito.. mi son fatto un'idea e mi basta così”) a formare il nostro pensiero a scapito della cultura vera, fatta di studio, confronto, esperienza e continuo approfondimento..

Tutto ciò per dire che, soprattutto per quanto mi riguarda, c'è l'enorme rischio di basare la propria visione del mondo su stereotipi e idee sbagliate.. Questo per me vuole essere uno stimolo a non prendermi mai troppo sul serio e a mettere in gioco le mie idee e convinzioni quando è possibile.. Preferisco evitare, per quanto posso e riesco, di tenerle nei cassetti dell'orgoglio, per la paura che si possano rivelare delle grandi cazzate.. per la paura di “perdere la presa” (il sottile e delicato equilibrio che tanto si brama) vedendole confutate dalla realtà. O per la paura di perdere il confortante calore che ne deriva crogiolandosi su di esse.. sentendosi giusti e illuminati. Se non mi fossi iscritto a questo corso probabilmente, un domani, sarei andato nel terzo mondo baldanzoso e convinto di trovarmi in mezzo a gente che sa vivere felicemente, totalmente diversa da noi occidentali, quasi superiore nella loro primitività e nella loro povertà, insomma ad un altro livello.. non so se mi spiego.. me li immaginavo non come delle persone umane ma come delle persone ideali.. capito? Ideali. Super forti e super saggi perché provati dalla sofferenza e dalla cruda realtà. E questo secondo me è un rischio. Un enorme rischio. E' pure un errore. Un enorme errore. Quali sarebbero stati i miei motivi nell'andar da loro? Quanto forti sarebbero state le componenti di egoismo e ricerca della propria felicità? Quanto sarebbero stati loro per me strumentali? Quanto gratuita sarebbe stata la mia “corsa” alla solidarietà? E se fosse stata inutile? Quante aspettative sbagliate avrei avuto. E quante cazzate avrei detto nel frattempo nei discorsi con gli amici e con la gente parlando del mondo? Non che adesso ne dica di meno, ma perlomeno ho acquisito un pezzetto in più di libertà e felicità. Libertà e felicità nella consapevolezza che posso sbagliare. Che posso aver in testa delle grandi cazzate. Libertà e felicità nella bellezza del mettersi in gioco e del vedere che si aveva torto. Quanti fardelli che può spazzar via la realtà. Quante idee malsane può confutare l'esperienza e l'incontro con la vita vera. Che bello! Sono felice di questa cosa. Quanto bello è fermarsi e dire bene, ti ascolto, metto a tacere le mie idee e ascolto le tue, accorgendosi che possono essere perle di saggezza! Quanto bello è! Spero di essermi spiegato. Sono esaltato e contento nel dire che ho delle grandi cazzate in testa! E' fantastico! Perché vuol dire che di certo per un po' di anni (se sarò ancora vivo e in grado di intendere e volere) non mi annoierò perché dovrò scoprire come stanno le cose.. e una volta scoperto come stanno queste cose per altri anni ancora non mi annoierò, a meno che non mi sia fatto fossilizzare nell'artrosi di false sicurezze, perché ogni cosa non sta mai da qualche parte e basta.. ogni cosa si muove e cambia.. il mondo cambia.. noi cambiamo.. etc..etc.. etc... etc.. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc... Ah e poi.. dimenticavo.. quanto bello è rendersi conto che alcune delle idee che ci rendono tristi oggi sono infondate? Oh! Evviva la realtà che insegna, sveglia e rende felici!

Un ultimo inno alla libertà.

La libertà di non aver aspettative dalla gente..
La libertà di avere aspettative dalla gente e poi dire che erano infondate.
La libertà di essere se stessi fino in fondo.. solo così penso si riesca a crescere..
La libertà di seguire il proprio percorso, la propria indole e le proprie curiosità.
La libertà di vivere una vita che ti entusiasma.. senza mai farsi spegnere dai binari della comodità.
La libertà di aspettare e non fare nulla..
La libertà di non sentirsi sbagliati.
La libertà di sentirsi sbagliati.. per poi magari ricredersi a tratti..
La libertà e la forza della sfiducia e del pessimismo.. che demolisce per poi ricostruire..
La libertà e la forza della fiducia, in se stessi, negli altri e nel futuro..
La libertà di vivere appieno un sentimento, un'emozione, un'età, un viaggio, una notte stellata..
La libertà del rispetto e dell'incontro con la gente.. fra popoli e amici.
La libertà di credere che non sia qualcun altro che debba pensare per te, perché pure la tua vita e le esperienze che hai vissuto sulla tua pelle sono valide..
La libertà di ricredersi e capire che avevano ragione..
La libertà di capire che avevi ragione..
La libertà di vivere la propria storia su questo mondo e di illudersi a tratti che sia significativa..

La libertà.

Bene, con un po' di retorica.. forse banale, forse superficiale e scontata, penso di aver concluso questa mia riflessione.. o queste mie riflessioni... probabilmente domani 8 maggio potrei pentirmi di quel che ho scritto, potrei volerlo modificare e aggiungervi altro.. potrei rileggerlo e volerlo stravolgere.. ma non ora.. non stanotte..
...
E poi sono felice.. mi ha appena chiamato, dopo tempo che non ci si sentiva, un amico dicendomi “mi sei venuto in mente e ti ho chiamato..”, così semplicemente per far due parole con GRATUITA', una delle illusioni forse più belle e fondamentali della vita..

Ma cosa centrano libertà e gratuità col corso? Queste parole tanto retoriche e abusate.. Apparentemente nulla.. ma penso che in realtà centrino in maniera profonda. Perché credo aiutino a vivere bene la globalizzazione e i suoi squilibri, cercando per quanto possibile di dare un contributo

Daniele Pietrobelli


NON PIANGERE AMORE

“Non piangere amore, sarò qui presto”. Un bacio, un sorriso e un abbraccio, e poi via verso l’aereo, al terminal.
...
Sdraiato sul letto ripenso a come è iniziato questo viaggio, il soffitto decorato con rami intrecciati scivola davanti al mio sguardo, nella mia mente scivolano un po’ di pensieri. Fuori è caldo, la brezza è piacevole sulle braccia e sul viso, la luce del tramonto rende il momento prezioso. Sento da fuori il rumore del mare, dentro invece una radio lontana, musica dolce, e il movimento di qualcuno che mi sta preparando la cena.

Questa è una sorta di immaginazione del viaggio, in una Tremembè alternativa, la sera del giorno del mio arrivo forse, non chiedete troppo, è un viaggio, una specie di sogno, sempre sul punto di svanire. Il tempo non è definito, sarà in un futuro probabilmente remoto, ma qualcosa di prossimo non sarà ancora accaduto.

Infatti, sto pensando, non sono ancora partito per Tremembè, o per la Bosnia, però intanto sono qui, in questo sogno brasiliano forse, sul letto, peccato che stavolta sono partito da solo.

La stanza non è grande, anzi è piccolina, ma a me sembra vasta e luminosa, deve essere una magia della luce a quest’ora.

La porta è alle mie spalle, sul muro a cui è appoggiato il letto, è fuori dal mio campo visivo. Per ora c’è solo la stanza, anzi il soffitto in cui si perdono i miei pensieri.

Con la mano accarezzo il copriletto, di un colore indefinibile, una specie di grigio chiaro, di stoffa ruvida, ma mi piace sentirla sotto le dita, e mi piace questo colore, anche se non lo sto guardando. A casa non lo sceglierei mai, ma qui è diverso, questo è il suo posto, è povero, ma è vero.

Il mio braccio si rilassa, la mano scivola sul pavimento, tra il letto e la mia borsa, rossa, ancora da disfare. Traccio con le dita dei cerchi distratti, sul pavimento di legno, vecchio, consumato, scuro, ma al contempo sbiadito quasi, per effetto delle giornate di sole.

Con le dita ogni tanto tocco qualche granello di sabbia. La stanza è stata spazzata con cura, ne sono certo, eppure è impossibile mantenerla fuori, e questa consapevolezza mi scalda il cuore.

Il motivo per cui sono qui si perde, tra pensieri, possibilità, coincidenze e circostanze, che ora, in questo momento, sono così remote agli occhi della mia mente. Ora contano le sensazioni, le emozioni, quel piccolo balzo che il cuore fa, quando scopri qualcosa di nuovo durante un viaggio.

Perché sono partito? Per questo... oltre che per tutto il resto.

Eppure in questo momento, se devo scegliere, anche se ora le scelte sono vaghe ed esterne al mio sogno, sono uno scrittore. Scrivo da luoghi lontani che hanno in sé il cuore del mondo.

Nel mio sogno, sorrido come per un rimpianto, una narrazione dolce cattura, culla, e, seppure delicata come una carezza o una ninnananna, tocca il cuore con forza.

Questo è il mio ruolo, per combattere una guerra che non si può combattere, senza uccidere né ferire, e senza essere schiacciato dal suo peso.

Nel mio sogno si può.

Intanto guardo la luce diminuire, il tramonto farsi sera. In questo momento nella stanza sono solo, ma, penso, ci sono altre persone da qualche parte come me, anche loro in viaggio, con pensieri, e aspettative. Ognuno è perso nel suo mondo, eppure in qualche modo siamo in contatto, come una rete invisibile ma tangibile. O forse no, non lo so. Non chiedetemi quale sia il ruolo degli altri, lascerò che sia il vento sulla spiaggia a deciderlo. Per intanto mi lascio trasportare dalla corrente.

Mi giro sul fianco, la mano passa distrattamente tra i capelli. Un attimo di malinconia.

Guardo la bottiglietta d’acqua quasi piena che ho lasciato sul comodino davanti a me. Il tappo è rosa, l’etichetta sbiadita; la porto con me da tanto tempo.

Nell’acqua ci sono micro organismi che creano l’aria. Delle piccole bazzecole insignificanti e fondamentali.

Mi viene quasi da ridere se penso che ora mi sento in colpa tutte le volte che apro il rubinetto e lascio scorrere l’acqua.

E’ come se improvvisamente mi rendessi conto di dover ringraziare per un favore mai chiesto.

Però intanto il profumo delle patate arrosto è entrato nella stanza, già immagino il sorriso che farà Paco quando verrà a chiamarmi. Paco è il cuoco più grande che io abbia mai incontrato, ed è il mio nuovo amico. Mi siedo sul letto, e decido di non farlo aspettare, ora mi alzo e scendo. E’ ora di tornare a sorridere.

Prima di uscire prendo lo zaino, non si sa mai, è un viaggio... Sto per chiudere la porta ma prima guardo un’altra volta fuori dalla finestra, il cuore del mondo mi restituisce lo sguardo, con una strizzata d’occhi.

Forse, dopotutto, il mio non è un sogno...

Sergio Fischer



È INNANZITUTTO UN ABBRACCIO COLLETTIVO!


“ L’uomo ha sempre viaggiato fin dai primordi,
il suo vagare sulla terra è sempre stata una necessità strutturale come mangiare, vestirsi, abitare.
Muoversi è una condizione senza la quale non siamo,
non possiamo essere noi stessi.
Veniamo al mondo e ce ne andiamo nell’aldilà,
quasi la vita sulla terra fosse una breve sosta di un eterno viaggio.
Il viaggio necessario è quindi connesso con il nostro essere persone in cammino, curiose di sapere e conoscere e che non possono mai fermarsi,
se non per prendere fiato.”


È innanzitutto un abbraccio collettivo!
È questo il sentimento che stò vivendo nell’esperienza con tremembè.
Un abbraccio di cui tutti noi ( almeno i partecipanti a questo corso !) abbiamo un grande bisogno, come esseri umani in continua ricerca di senso e di amore.
Probabilmente siamo già un gruppo selezionato, perché siamo approdati qua con una sensibile curiosità e tante domande; proprio per questo si è delineato un gruppo vario, attento e curioso, stimolato e alla continua ricerca di confronti e relazioni col mondo.
Tutto questo mi ha scaldato intensamente il cuore, regalandomi una sensazione positiva ad ogni incontro: sensazione non di appartenenza bensì di condivisione di stimoli e dubbi di chi non si accontenta, di chi anela a qualcosa che va’ oltre i confini del nostro abitare qua….
Ogni volta che sono tornata da un incontro mi sono caricata di energia, ma soprattutto di sorrisi, volti, ironie e storie. Perché le vite, le esperienze delle persone sono poi le cose immensamente più interessanti. E grazie a tutti gli interventi ho attraversato campi che in parte conoscevo, riuscendo però a far luce su come ogni teoria si basa alla fine sulla pratica di come si vivono le cose.

Questo, credo, è l’insegnamento più interessante…l’arte di saper vivere la propria vita in continua connessione con la curiosità creativa, entrando davvero dentro le situazioni…lasciandosi stupire e ascoltando veramente .

Da qui al brasile il salto è breve, ma non perché già previsto nel percorso formativo tremembino.
No, no! È perché dentro me stessa sento di essere profondamente viaggiatrice.
Questo è quello che seriamente considero il senso della mia vita. E un vero viaggiatore deve continuamente alimentarsi e riuscire ad avere un incontro col mondo il più ampio possibile.
Da anni desidero conoscere il Sud-America e l’Africa , il Brasile peraltro occupa un posto di rilievo perché terra di mescolanze culturali e artistiche, dove nasce il teatro dell’oppresso di Augusto Boal dall’incontro con la pedagogia del desiderio di Freire…terra dove la musica, il teatro e le arti in genere diventano uno strumento per rappresentare le oppressioni sociali, incanalare l’aggressività e la violenza e provare anche a cambiare le cose. È l’arteducazione, la creatività che libera l’individuo o quantomeno lo toglie dalla strada della distruzione restituendogli il desiderio.

Ed è anche il fine ultimo del turismo responsabile questo: la restituzione della dignità, del credere nella bellezza e nel cambiamento.

“ ..dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior..”

In brasile ci sono stata quando avevo 11 anni, con un’organizzazione , C.I.S.V., per un campo interculturale a cui partecipavano bimbi di diversi paesi del mondo. Ho un ricordo sfuocato ma a tratti preciso: la musicalità della lingua, le estreme disuguaglianze sociali, la bellezza selvatica della natura, la facilità di noi bimbi nell’abbattere le barriere culturali/razziali, e poi….tutto mi sembrava GIGANTESCO!
L’idea di tornarci, a distanza di anni e con una diversa consapevolezza, mi crea un mulinello di emozioni giù dentro lo stomaco; significa aggiungere, riempire i pezzi del mio puzzle, approfondire questo incontro dandomi tempo per sentire. E andarci con chi può guidarmi dentro la comprensione delle cose è una ricchezza troppo grande che non voglio perdere!
Non ora.

Un viaggiatore lo riconosci…
Tutto parte dagli occhi…
Da quella piccola luce che li accende di vita.
Da questo attento sguardo sul mondo!

Silvia Bucellato


FINALMENTE

Finalmente si sta avvicinando il giorno della partenza. Era da tanto che desideravo fare questa esperienza e ora che sto per viverla sto cominciando a chiedermi come sarà ,come saranno i posti che vedrò e come vivrò io questa esperienza……
Sicuramente questo non sarà il solito viaggio, non solo perché andrò in un posto lontano, non solo fisicamente ma anche lontano dal tipo di vacanza che ho finora vissuto. Lo vivrò con occhi diversi , cercando di conoscere le persone e i luoghi che incontrerò,ora che penso di essere più consapevole del bene e del male che un turista può portare.
Il mio desiderio è quello di lavorare in associazioni che si occupano di volontariato internazionale, quindi questo sarà la prima occasione di entrare in contatto con una realtà che vorrei conoscere a fondo,e sarà un modo per conoscere e capire ciò che desidero veramente fare e ciò che sono in grado di affrontare. Sono tante le emozioni e i pensieri che affollano la mia mente e non è facile scriverle,spero che questo viaggio sia un momento di crescita , spero infatti di riuscire ad avere uno stile di vita più equo e giusto; spero di conoscere il lato vero del Brasile, le sue contraddizioni, le sue tradizioni e la gioia di vivere dei suoi abitanti che lo ha reso famoso. Spero che questo viaggio sia un motivo di scambio tra me e i ragazzi con cui partirò i quali sono sicuramente portatori di un bagaglio di esperienza e di emozioni sicuramente ricco. Una volta tornata vorrei raccontare a parenti e amici quello che ho visto spiegando loro che c’è un modo diverso di viaggiare, diverso da quello che ci viene propinato dalle varie agenzie e che per comodità accettiamo passivamente,un modo che non reca danno ma anzi un modo che veramente porta sostegno alle popolazioni che si incontrano.
Non trovo altre parole per scrivere quello che vorrei vivere ,quindi mi fermo qui sicura che sarà una meravigliosa esperienza che cercherò di vivere utilizzando tutte le informazioni ricevute .

Lucia Baldo


Il percorso teorico si è concluso con il laboratorio linguistico e un viaggio studio in Bosnia (2 settimane circa) o Brasile (3 settimane circa), dove le associazioni Tremembè e Progetto Prijedor accompagnano progetti di sviluppo umano ed economico. A tal fine sono state assegnate le borse di studio previste.

 

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