Agosto 2001

..... Volevo tornare in America latina; volevo tornare all’interno di un progetto e non solo come turista; volevo avere l’occasione di incontrare una nuova cultura, nuove persone. Il viaggio a Tremembè ha soddisfatto alcune di queste aspettative e forse ne ha delusa qualcuna. Quello che forse non ho ancora chiaro è se le mie aspettative fossero legittime oppure no. ..... Era come se la vita in pousada e da padre Gino non mi dessero abbastanza la possibilità di incontrare e di entrare in Brasile. Comunque abbiamo cercato di sfruttare le occasioni di conoscere le persone di Tremembè andandole a trovare, prima con Gabriella poi da sole. ..... Quei giorni sono stata l’occasione per visitare la città e per stringere nuovi legami con tanti giovani che erano attivati lì per il carnevale: altro pezzo di Brasile. Poi siamo tornati a Tremembè e ben presto ripartiti per stare qualche giorno nell’ accampamento dei Sem Terra di Coquerino. Abbiamo conosciuto tante persone: uomini, donne, vecchi, bambini; la loro vita; la loro ospitalità; il loro rapporto con la terra; la loro voglia di crescere. Mi ha colpito veramente quella piccola comunità isolata in mezzo alla sua terra, concretamente lontana da tutto e da tutti, mi sembrava piccolissimo un uomo di fronte all’immensità della natura, di fronte all’immensità del cielo latino americano. Credo che anche noi “super uomini dell’occidente”, lontani e teoricamente superiori alla natura dovremmo a volte fare l’esperienza della nostra relatività rispetto al tutto…forse alcune cose cambierebbero. ....Parlando con loro, anche nei giorni successivi abbiamo potuto intravedere il lungo lavoro di coscientizzazione e di coinvolgimento della comunità nelle gestione e progettazione del suo futuro. Mi è sembrato proprio una bella esperienza, soprattutto per la continua tendenza al decentramento della leadeship attuata dallo svizzero; per l’aver cominciato il processo nel settore di reale interesse della popolazione (la pesca) ; per l’importanza data all’inizio e in itinere alla formazione dei leader locali. L’altra esperienza significativa e per me la più significativa, sono stati i giorni a Messejana da padre Chico Moser. Mi ha colpito lui, quel suo modo semplice di condividere e quel suo continuo fare. Mi ha colpito la vita della sua comunità: così viva e piana di ideali, anche se in mezzo a droga, povertà, bande, abbandono… Mi ha colpito la forte professionalità delle persone cha accanto a padre Chico lavorano per costruire una speranza. Mi ha colpito la coscienza critica, matura, disillusa e idealista al tempo stesso di tanti uomini, donne e giovani. Direi che se il senso di ogni esperienza è quello di produrre un cambiamento dentro di sè, l’esperienza in Brasile è stata davvero importante..... Elena

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