Febbraio 2001

Sono tornata a casa. Ebbene lo ammetto, c'è un po' di saudade in me, ma non per il Brasile tutto. Solo per Temembè, anzi restringo il campo, solo per la nostra pousada. Era casa nostra (mia e di Miriam), sembravamo due comari, sempre attente a quello che succedeva, a chi veniva e andava. La mia esperienza brasiliana la devo dividere in due, avanti e dopo pousada. I primi 15 giorni (che dovevano essere 20 ma che ho ridotto per i motivi che ora leggerai) non sono stati molto positivi. Sono partita da Salvador e sono risalita col bus toccando le città di Penedo, Recife, Olinda, Joao Pessoa, Natal. Le cittadine più piccole sono state le più belle, le altre mais o menos. Salvador è bella ma ho avvertito un chiaro senso di falsità nella bellissima piazza del Pelourinho. I bei palazzi, con le loro facciate e le loro tinte pastello nascondono una politica di tolleranza zero stile newyorkese che mi ha rattristato. Il pelourinho era tutto fuorché un quartiere residenziale. Non è rimasto nulla dell'originale utilizzo, tranne le fotografie nella fondazione J.Amado. Il governo ha gentilmente invitato i poveracci ad allontanarsi da quella zona per farla diventare un colorato centro turistico. Il risultato è stato ottimo, ma non credo che il fine giustifichi sempre i mezzi se si pensa che gli ex abitanti vivono in ghetti che si trovano appena dietro quegli edifici in una situazione quantomeno degradata, dove la cachaca, il crack e la prostituzione dominano. Senza saperlo, uscendo dalla uscita posteriore di una delle splendide chiese barocche, mi sono ritrovata in un posticino mica male e con molto imbarazzo (ed anche un po' di strizza, per usare un eufemismo) ho trovato la via di ritorno verso le zone destinate ai turisti. Lo so, forse sono io ad essere troppo sensibile, forse mi faccio troppi problemi, forse dovrei vivere le cose con minor coinvolgimento. Non ce l'ho fatta e questo ha inciso non poco sul prosieguo del viaggio. Penedo è molto bella, una città coloniale dai ritmi "incantanti". Dimentichiamo Recife. Lì, appena arrivata alla stazione del metrò in città, sono stata avvicinata dalla polizia che mi ha portata in ufficio e, dopo aver messo mano al mio povero zaino, mi ha fatto le sue raccomandazioni, cioè di togliermi orologio (un anonimo swatch di plastica che avevo portato proprio per evitare situazioni imbarazzanti) ed occhiali. Io ho pensato si trattasse di un'esagerazione e gli occhiali li ho tenuti...altrimenti come avrei visto quei quattro ceffi che mi hanno seguito per tutto il percorso dalla stazione alla pousada che avevo prenotato? A quel punto ho detto alla reception che non sarei rimasta lì, e ho preferito andare direttamante a Olinda per 4 giorni. Anche Olinda è bellissima ma anche lì mi è successo uno spiacevole incidente. Niente di grave, ma ha consolidato in me un senso di insicurezza che non ho mai sentito nella vita. Ho sempre viaggiato molto e da sola, dall'Oriente all'America centrale e latina, ma per la prima volta percepivo di non essere completamente al sicuro, in balia degli eventi e degli altri. Poi ho proseguito ed ho visitato Joao Pessoa, molto carina, soprattutto Tibau. Poi su, su verso Natal dove ho deciso di stare solo un giorno perché...volevo arrivare al più presto a Tremembè. Che sana e saggia decisione. Sono rinata.

Ho incontrato molti turisti (soprattutto tedeschi e inglesi) sul mio cammino che hanno avuto una impressione del Brasile non sempre positiva, anche quelli che stavano viaggiando in lungo e in largo da 2-3 mesi. Dopo aver fatto un esame di coscienza ho capito che il Brasile ante pousada non mi era piaciuto per questi motivi ma anche per colpa di alcuni problemi che avevo portato con me. Non credo che il Brasile sia un luogo dove mi piacerebbe tornare, indipendentemente dagli intoppi incontrati, ma Tremembè è un'altra cosa. Avevo bisogno di recuperare il sorriso, la serenità, una tranquillità che mi permettesse di riflettere su alcune cose che tormentavano la mia mente e il mio cuore, e lì ho trovato il luogo e i tempi ideali. Tranne per i giorni di carnevale (mai più!!) è stato tutto molto piacevole. Miriam e Marcio (cuoco) sono stati la mia famiglia per più di un mese........ Non mi dilungo oltre.....Ciao Nicoletta

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