Estate 2002

Quello che mi sembrava strano è pensare che adesso lì la vita continua uguale per un anno intero sotto il sole e il cielo azzurrissimo, palme alte sottili storte, i miei bambini continuano a giocare a pallone, a saltare correre scalzi e a rotolarsi nella sabbia; nella semplice tranquillità delle case vuote con la musica. Per quanta povertà ci possa essere in Brasile a me non è capitato di trovare massacri; ho incontrato delle persone stupende che sono molto più serene dei miei compagni di classe che non vedo mai sorridere, forse sono così belle queste persone proprio grazie a quei posti bellissimi, al mare e al cielo che a guardarli ti dimentichi tutto, dell’orgoglio e ti ricordi di essere una persona semplice come le altre e hai qualcosa da dare e da avere dagli altri. Io mi sono sentita più forte fisicamente e mentalmente,

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