Agosto 2004

Sfreccia veloce il furgone …una domanda mi passa per la testa: “ Chi avrà dato la patente all’autista?” Si fa slalom fra moto, macchine, biciclette e carri. I grattacieli di Fortaleza sembrano spostarsi per far passare l’intrepido conducente. Spesso la strada è interrotta da cumuli di sabbia, l’autista non si spaventa, li dribbla facendo dei pezzi in contromano, strombazzando. Serena afferma: “ ma questo l’è matt !” ridendo si stempera la tensione.Ci viene incontro un mondo di grandi spazi, il cielo è un’enorme cupola turchina dove le nuvole bianche si sfilano, lunghe e sfrangiate dal vento. Quanti colori! Il verde chiaro, delle palme da cocco e dei banani, si mescola al rosso - arancione della terra, il magenta delle buganvillee con il marrone scuro dei rami, contorti, del kajù e il verde intenso delle sue foglie. L’autista si rilassa sembra aver capito il nostro desiderio…osservare, incantate, il paesaggio. Eva, molto carina e gentile, risponde alle nostre curiosità.Le case sì fan via, via più basse, alcune sono fatte d’argilla, altre di mattoni con la facciata dipinta di bianco, con grandi scritte e numeri. Attorno a queste un brulicar di bambini che giocano, alcuni ci salutano e sorridono in mutande e ciabatte infradito. Si vedono molte chiese di varie religioni e spesso, sulle case e sui negozietti si legge: “ Deus è bom ”. Si sta facendo sera, il paesaggio cambia, ci stiamo avvicinando al mare. I colori dei palmeti e della cacinga sfumano in tutte le tinte fino al nero, tra gli arancione e i rossi del tramonto. Sono le sei ed è quasi notte, la strada è buia. Attraversiamo la cittadina d’Icapuì con difficoltà, c’è una festa in piazza. Musica a tutto volume e un sacco di gente per strada, tanti giovani cantano e ballano sventolando bandiere rosse con scritto PT. Eva dice: “Siamo in campagna elettorale questa è la manifestazione per il candidato Neto.” Penso: “ quando mai, da noi, la politica attira tanta gente in piazza?” Notte buia, buia… lasciamo la strada asfaltata. Una debole luce illumina una freccia indicante Tremembè. Le ruote del pulmino ora scivolano sulla sabbia. Ad un tratto qualcuno dice: “ stiamo viaggiando su una spiaggia! ” Guardo dal finestrino, la schiuma bianca del mare sfiora il furgone. Ancora una piccola salita sulla duna di sabbia ed ecco la “ Pousada Tremembè ” Il cielo sembra scoppiare di stelle. Un’aria frizzante, salmastra, solletica i nasi e scompiglia i capelli. Eva apre il portone, incontro sorrisi. Quante emozioni! … Erano solo le prime! Mi passa per la testa una frase… “ La vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.” Maria Celva

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