Agosto 2004

Ciao Armando e Federica, preferisco considerare questo ritorno una nuova partenza. Innanzitutto perché con esperienze simili si inizia veramente a vedere il mondo con occhi diversi...e non solo perchè la luna è orizzontale! Poi essendo convinto che il ritorno sia una parte essenziale e fondamentale del turismo responsabile ho già iniziato a raccontare ad amici e conoscenti quello che ho vissuto, le storie delle persone incontrate, le bellezze dei luoghi e della gente... a fare come "media Franca" insomma. Questo il soprannome che abbiamo dato alla nostra mitica accompagnatrice che assumeva spesso le vesti dell'ufficio mobile di relazioni pubbliche per la pousada e l'associazione Tremembè: infaticabile! Con lei io ed Elena ci siamo trovati proprio bene: ha saputo farci accostare piano piano ad una realtà così diversa dalla nostra; ha saputo rispettare sia i nostri tempi che quelli dei brasiliani (insomma non si andava certo di fretta...)...e poi siamo riusciti sempre a tenere il buon umore, a ridere e divertirci e al momento opportuno a fare alcune riflessioni su quanto visto e vissuto durante la giornata. Il nostro avvicinamento alla cultura brasiliana è stato poi facilitato dal fatto che appena arrivati a Tremembè è iniziato l'acampamento latino americano da juventude...conferenze su meio ambiente, politiche pubbliche sull'educazione, laboratori di vario genere (io ho preso parte a quello sul teatro dell'oppresso)...tanti giovani sorridenti ed impegnati...(perchè non organizzarlo anche a TN?). Abbiamo così iniziato a stringere le prime amicizie con la gente del posto, in particolare con l'associazione giovanile Caatinga di Crateus che alloggiava nelle amache della nostra pousada. Finito l'accampamento siamo entrati in contatto anche con i giovani di Tremembè grazie ad una giornata di attività educative-ricreative organizzate da noi e alla presentazione della comunità da parte loro (abbiamo anche dato la vernice alle colonne della pousada). Dopo aver visitato varie comunità, progetti e accampamenti-assentamenti dei Sem Terra siamo andati un paio di giorni a Recife-Olinda dove il VOSEF (associazione del mio paese)appoggia il progetto meninas-mulheres e propone turismo responsabile in famiglia...molti spunti interessanti e perchè no?..alcune critiche. Tornati a Tremembè abbiamo passato un altro paio di giorni a Redonda ospitati dal gruppo di teatro Flor du Sol; abbiamo visitato il progetto Novo Olhar, fatto un bellissimo giro in barca, visto il tramonto dalle dune desertiche sul mare, partecipato ad un laboratorio di teatro de rua fatto dagli stessi flor du sol con in quali si è anche iniziato a ragionare sulla possibilità per loro di venire a Trento (si potrebbe organizzare uno scambio internazionale multilaterale sul teatro di strada...io potrei trovare altri gruppi in giro per l'europa interessati alla cosa...insomma se ne può parlare, le motivazioni non mancano!). Aspettando l'aereo ho poi passato una giornata a Fortaleza in compagnia della madre e del fratello di Marta, gentili ed ospitali come tanti brasiliani che hanno poco, ma che danno tutto. A tal proposito mi fa piacere riportarvi qualcosa che ho scritto in brasile durante una visita a Morro Pintado: "Il viso di quel vecchio mi colpisce immediatamente. Sputa energia e felicità su tutti i passanti. Osserva le sue palme di cocco e l'uomo che libera i frutti dalla loro coperta. Al nostro passaggio ci fa sedere sotto alla tettoia della sua casetta/capanna per ripararci dal sole. Il suo brasiliano è molto stretto e capisco poco. Tutto quello che comunica con la sua persona è però molto di più di quello che dicono le sue parole. La sua pelle dorata parla di sole, di lavoro, le sue rughe raccontano storie infinite; i suoi occhi augurano sorte e felicità; la stretta della sua mano e il suo abbraccio danno forza. Una volta allontanatomi suo figlio mi rincorre e mi porta un sacco pieno di piccoli limoni: da parte di mio padre, dice. Riattraverso la strada pensando a questo vecchio che con rapidissimi movimenti infila i limoni nel sacchetto per me. Vado a ringraziarlo e me ne torno invece con un regalo in più tra le mani, una bottiglia di miele da due litri. Come si fa a ringraziare qui? Forse, come mi suggerisce la mia compagna di viaggio Elena, basta dire...GRAZIE! Ecco vi mando un grazie e un sorriso brasiliano!A presto Giorgio

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