Agosto 2004

Per arrivare alla Pausada Tremembè non ci sono strade, ci si può arrivare solamente attraverso la spiaggia. Una spiaggia bellissima lungo la quale si può camminare per chilometri incontrando solo qualche pescatore e qualche bambino assorto nei suoi giochi. Ci si può anche fermare per raccogliere conchiglie o ci si può sedere per ammirare le orme lasciate sulla sabbia e per ascoltare la voce del vento o del mare avvolti in una sensazione di grande pace e serenità. La natura è meravigliosa ed è un arcobaleno di colori: l’azzurro del cielo, il verdino del mare, il bianco e il rosso della sabbia e delle dune che costeggiano il mare. Il verde degli alberi: cocchi, mangrovie, cajù… I mille colori dei frutti buonissimi che non mancano mai sulla tavola. Sono partita da casa con in tasca qualche aspettativa e i migliori propositi ma durante questa fantastica esperienza niente è stato come avevo immaginato, e così ogni giorno non finivo mai di meravigliarmi e di assaporare ogni istante. Non potrò mai dimenticare la visita all’accampamento dei sem-terra, la loro straordinaria ospitalità, la loro tenacia nel resistere a tante, troppe difficoltà. Ho cercato di immergermi in questa umanità tanto accogliente, semplice, ricca di sentimenti e di gioia di vivere anche se vittima di profonde ingiustizie, ma con la forza e il coraggio di sperare e lottare per un futuro migliore. Non si può in così poco tempo penetrare nel profondo dei loro segreti, delle loro aspirazioni, paure, speranze. I miei occhi li scrutavano e i loro occhi scrutavano me sapendoci, loro e me, profondamente legati nella comune umanità anche se separati da tante cose futili e senza ragione ed importanza. Non potrò mai dimenticare Padre Lopez, la sua saggezza e il suo modo di parlare quasi magnetico: la sua bellissima casa e l’emozione che ho provato partecipando alla messa celebrata nella chiesetta di Redonda. E poi la simpatia e la gentilezza di tutte ma proprio tutte le persone che ho incontrato. Ho sicuramente lasciato un frammento di cuore nei sorrisi di ognuno di loro, perché ogni loro sorriso è un messaggio di speranza e si può solo trarne un grandissimo insegnamento. Infine non posso dimenticare le mie meravigliose compagne di viaggio e soprattutto Franca che ha saputo guidarci ed illuminarci ogni giorno con la sua inesauribile energia positiva. La mia è stata un’esperienza forse troppo breve -tre settimane- per permettermi di elaborare tutta quella realtà totalizzante che mi ha investita dal primo all’ultimo giorno, ma quantomeno ho messo via un sacco di emozioni, qualche verità e soprattutto un “novo olhar”.Questa piccola testimonianza vuole essere non solo una voce fra le tante ma anche un sentitissimo GRAZIE a tutti coloro che mi hanno permesso di fare questa bellissima esperienza. Barbara Telch

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