Marzo 2005

Caro Armando, sono rientrato domenica scorsa dal mio breve viaggio in Brasile e solo ora trovo un pò di tempo per ordinare le idee e comunicarti alcune riflessioni relative al mio soggiorno nella vostra pousada. Ho una caraffa di tea proveniente da Darjeeling vicino di me, ne bevo almeno un litro al mattino e ciò contribuisce a garantirmi buone condizioni di forma. Ciò per dirti che sono sveglio e arzillo dall'alba, dunque le mie riflessioni, sedimentatesi dopo una settimana, sono lucide e ponderate. Quando decisi di andare a Tremembè pensavo di rimanervi solo un paio di giorni onde poter visitare anche altri luoghi del Nord-Est. Invece, mi son trovato a trascorrere nella pousada quasi tutto il tempo del mio viaggio brasiliano. Oltre alla bellezza del posto, ho apprezzato la dimensione generale del vostro progetto e l'impegno concreto e costruttivo a favore delle popolazioni locali. E' stato piacevole e interessante poter visitare i luoghi circostanti in cui, pur tra tante difficoltà, crescono realtà produttive che valorizzano le risorse locali...penso a Coquerinho, alla fabbrica di anacardi, al progetto sulle alghe. Io peraltro sono buon consumatore di anacardi e alghe e dunque...andavo a nozze! Farei solo un' osservazione in proposito: le alghe, di cui ne ho portato a casa un bel chilo, una volta tradotte in gelatina possono essere consumate in diversi modi (in insalata, con riso, cous cous etc.). L'aggiunta di coloranti artificiali e dolciastri alla gelatina medesima non mi sembra però la soluzione migliore per valorizzare quel meraviglioso dono di natura. Venendo alla pousada, mi pare che lì come altrove il problema principale sia costituito dall'acqua (dolce). Visto che le condizioni climatiche diventano quasi ovunque al mondo sempre più estreme val la pena attrezzarsi di conseguenza e imparare a raccogliere ed immagazzinare quella che cade dal cielo quando, prima o poi, essa cade. Le architetture della zona non mi sembrano per l'invero molto astute. (Questo però è un problema globale....basta guardare in che razza di case vive la massa degli italiani, esempio lampante di fesseria collettiva.) In particolare la struttura dei tetti sembra fatta apposta per mandare a perdere l'acqua piovana. Ciò a prescindere dall'assenza di grondaie a cui comunque si potrebbe rimediare abbastanza agevolmente. Ad occhio e croce, pur tenendo conto della scarsissima piovosità in quelle zone, un buon sistema di grondaie collegate a cisterne/serbatoi potrebbe aiutarvi molto sulla strada della autosufficienza idrica. Oltre a fungere da esempio per gli altri. In conclusione vorrei sottolineare l'estrema gentilezza e disponibilità del personale che lavora nella pousada.

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