Agosto 2006

Come dimenticare le spiagge lunghissime, deserte e sterminate del Cearà, chilometri e chilometri di sabbia e dune e rocce dai colori improbabili: rosso mattone, giallo ocra, bordeaux...E la notte il cielo stellato è straordinario e si vedono mille e mille stelle, comprese quelle cadenti e la via Lattea, perché il buio è completo e non c'è inquinamento luminoso. E così pure le donne del quartiere Palmeiras a Fortaleza e gli educatori della scuola del quartiere più malfamato della città, che abbiamo visitato e con cui abbiamo parlato a lungo. Fanno un mestiere difficile ed anche pericoloso, perché cercano di sottrarre i ragazzini ai reclutatori di manovalanza per il traffico di droga e sono spesso intralciati e minacciati, ma ci accolgono con grande cordialità e disponibilità e ci insegnano una semplice danza che balliamo insieme ai bambini, i quali ci chiedono dov'è e com'è l'Italia, affascinati dal paese che ha vinto i mondiali, quella coppa che credevano di conquistare facilmente, come si intuisce dai murales e dai festoni e bandiere oro e verdi che decorano le città e i paesini più sperduti. E i sem terras dell'associazione Coquerinho, che ci preparano un pranzo fantastico e si dilungano a discutere con noi dei loro problemi, ma anche delle loro battaglie e vittorie di cui vanno giustamente orgogliosi. E come non citare la cuoca

Ines e le donne delle pulizie della piccola pousada Tremembé e agli italiani che abbiamo incontrato, impegnati in attività sociali veramente ammirevoli: Gabriella, Monica, Laura, Nicoletta e Beatrice, impegnate a vario titolo in progetti di turismo responsabile e tanti altri. E' strano proprio un bel viaggio, da tutti i punti di vista!

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